Hamsik alza subito la cresta

Punito dalla federazione slovacca per una scappatella al night in Lituania

Forse dipenderà dai bioritmi o magari è semplicemente una coincidenza astrale, magari sarà un caso o più probabilmente è l’autunno che ispira; forse è irrilevante e banalissima statistica ma forse no è chiaramente Marek Hamsik, la stella che s’Illumina e poi traccia la scia da seguire: destinazione paradiso, con biglietto di sola andata. Ma sì, succede spesso così, che mentre sta per cominciare il riscaldamento d’una stagione da vivere tutta d’un fiato, quel fenomeno (quasi) paranormale si scateni e ci dia dentro senza risparmio: poi magari sarà quel che sarà, però scavando negli archivi si scopre che questo è il suo mese, perché mentre cadono le foglie sorge Marek Hamsik.

L’AUTUNNO CALDO – Il bomber esplode di slancio, praticamente sui blocchi di partenza, quando ancora i muscoli (altrui) sono tiepidi: i numeri nel loro piccolo non mentono e delle cinquantuno reti segnate (in campionato), Hamsik ne ha colte otto a settembre, lanciandosi immediatamente nel campionato a petto in fuori e con la zazzera al vento, provvedendo ad esultare al san Paolo o in trasferta, non facendo sconti a nessuno né alle grandi e né alle piccine d’un calcio che l’esalta sin dalla primissime battute.
GENERALE INVERNO – Ma ad Hamsik va di lusso la fase ascendente della stagione e, ma guarda un po’, sembra un po’ impigrirlo il girone di ritorno, nel quale frena in maniera talvolta morbida e spesso invece con decisione, rallentando la sua marcia trionfale che l’ha trascinato per tre volte – nel Napoli ante Cavani – sul trono riservato al bomber partenopeo. Da settembre a gennaio, incurante dunque del freddo e del gelo, la tendenza Hamsik spinge ben oltre la fantasia e in quel tesoretto di prodezze persino le doppiette trovano collocazione (e realizzazione) nella fase d’avvio della propria stagione.
VA AL MASSIMO – La storia va riscritta, anche a colpi di Hamsik, che nella classifica dei cannonieri di tutti i tempi (in campionato) è nono, un gol davanti a Cavani, il “nemico” carissimo che gli sta al fianco, uno in meno di Hasse Jeppson e due in meno di Beppe Savoldi: nelle corde del centrocampista, c’è la caccia all’ottavo posto e magari anche al settimo, nell’attesa del sorpasso (annunciato) del matador . Ma il talento slovacco va al di là dei confini nazionali, insegue gloria senza frontiere e reti ovunque, Europa compresa, affinché possa rinforzare la sua posizione nella top ten dei golador di sempre: per ora è decimo, lo precede Cavani che ha un altro ruolo e un altro passo ma non sono distantissimi Cané e Vinicio.
PRONTO, VIA – Tanto per gradire, Hamsik ha ricominciato subito: a Palermo, al debutto, la rasoiata che squarcia in due la partita con il Palermo (e poi l’assist con lancio di quaranta metri per Maggio); contro la Fiorentina, la presenza incisiva (in pressione) su Borja Valero, che manda in confusione il centrocampista e lo spinge sino all’autorete. E poi due gare interpretate a modo suo, danzando tra le linee, alle spalle degli attaccanti e all’ombra di se stesso, dei propri guizzi, degli inserimenti che fanno male (agli avversari).
MARAKELLA – L’allievo perfetto per qualsiasi allenatore, quel prodigio che Reja ha affincato «un po’ a Gerrard e un po’ a Lampard» , il calciatore d’intelligenza superiore che per Mazzarri «può giocare in qualsiasi ruolo e con qualsiasi compito, perché sa far tutto», quel giovanotto con la testa d’un matusa e gli occhialini da professore, ieri s’è trovato al centro di un piccolo caso, stemperato con un sorriso grasso: per le restanti partite di qualificazione ai Mondiali del 2014, la Federcalcio slovacco negherà ad Hamsik (e a Weiss del Pescara, a Guede del Friburgo e a Stoch del Fenerbahçe) gli eventuali premi. Tutta colpa d’una divagazione concessasi a Vilnius, al termine del match di sabato scorso con la Lituania: per festeggiare l’1-1 in trasferta, Marekiaro e compagni se ne sono andati un’ora in discoteca. Tanto è settembre, è il suo mese.
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
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