Il Mattino – Il Napoli sogna il terzo posto, stavolta anche grazie agli errori dell’arbitro

Il Napoli ha vinto a Parma la quinta partita di fila, record di Mazzarri, espugnando con un 1-2 anche il Tardini, ma lo ha fatto approfittando di due errori clamorosi della terna arbitrale, al di là delle proteste del Parma per il fallo su Cavani che ha consentito allo stesso uruguayano con un rigore di segnare nonostante la parata di Mirante.
Era di sicuro rigore il fallo di mano di Dossena chiesto con gran foga da Biabiany e visto da tutto lo stadio tranne che da Valeri. Era in fuorigioco netto Lavezzi sul gol che ha fissato il risultato dopo il momentaneo pareggio di Zaccardo. Insomma, un disastro, dovuto soprattutto alle sviste dell’assistente sotto la tribuna, Giordano, corretto in almeno tre circostanze dallo stesso fischetto.
Napoli gode senza merito dunque, ma Mazzarri non ha potuto vedere il finale, perchè espulso per proteste al 37′ della ripresa, quando ancora era pareggio, per un’altra decisione discutibile. Insomma, nel giorno in cui gli azzurri rafforzano il quinto posto in classifica, riesplode il problema della qualità degli arbitraggi della serie A, dopo le polemiche del turno precedente. Il Parma, che già ha protestato con veemenza in occasione di altri presunti torti subiti nella stagione, questa volta ha scelto di farlo con ancora maggiore forza. Prima in campo, al fischio finale, quando un drappello di crociati, ma soprattutto il portiere Mirante, hanno espresso il loro disappunto all’arbitro. E poi rinchiudendosi in silenzio stampa, per evitare di fare dichiarazioni per esprimere tacendo il giudizio sull’arbitraggio.
Lo avevano fatto anche dopo la sconfitta col Genoa, la settimana scorsa, ma almeno Donadoni nell’occasione era andato a parlare coi giornalisti. Oggi nemmeno l’allenatore ha parlato. Rabbia, tanta dunque. Eppure nella sconfitta va messa in conto anche la scarsa mira dei giocatori emiliani, che hanno giocato bene, sicuramente meglio del Napoli, hanno fatto la partita, ma hanno mancato la porta in troppe occasioni. Non sono sembrati piedi da serie A quelli di Mariga al 28′ pt e al 10′ st, quello di Galloppa al 29′: erano tre palle da mettere solo in rete, certamente non fuori dalla porta. Anche nel gol, il tiro di Paletta era da mettere in gol, non su De Santis, e solo il riflesso di Zaccardo appostato lì ha permesso il momentaneo pareggio. Il Napoli in questo è stato di un’altra categoria. Ha segnato con Cavani al 16′, ma era stato già fischiato un fuorigioco di Dossena, ha sfiorato il palo con lo strepitoso Lavezzi migliore in campo al 25′, alla prima azione. E al 40′, sull’assist di Lavezzi, dopo un numero alla Zidane per Cavani, che è entrato in contatto in area con Musacci, e si è sgambettato da solo, per poi sbagliare il rigore, respinto da Mirante ma sui piedi dello stesso attaccante che ha potuto ribattere in gol. A
l 16′ della ripresa lo stesso giocatore ha fatto una splendida rovesciata acrobatica, peraltro parata da Mirante. Ha cercato il gol da 60 metri con un astuto tiro di Paolo Cannavaro che avrebbe sorpreso il portiere se non fosse stato di qualche centimetro fuori dalla rete. E poi, dopo la discutibile espulsione di Mazzarri, il gol di Lavezzi. La difesa emiliana ha lasciato tre metri a Cavani, e lui ha avuto modo di servire comodo il compagno di squadra, che era in netto fuorigioco di rientro. L’hanno visto tutti, tranne Giordano, e di conseguenza Valeri. In mezzo c’è stato il netto fallo di mano di Dossena, che ha tolto così la palla dalla testa di Biabiany, venendo punito solo con un calcio d’angolo. E poi un altro rigore chiesto da Giovinco al 42′. Tre minuti dopo, su un perfetto conbtropiede di Cavani e Inler, quest’ultimo anzichè tirare ha scelto di passare palla a Lavezzi. Perfetto assist, solo un pò troppo potente, e infatti il fuoriclasse napoletano ha clamorosamente colpito il palo, fallendo quel 1-3 che sarebbe stato davvero troppo. Il resto è materia da moviola.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

P.S.

 

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