Il Mattino – Sarri, è l’ora del turnover: contro il Crotone spazio a Jorginho e Milik

Rotazioni necessarie per evitare di arrivare con il fiatone alla volata finale

Ruotate, ruotate, qualcosa rimarrà. O, almeno, provate a farlo. Il duello tra Sarri e Spalletti si gioca anche su questo campo: il turnover. A inizio marzo Napoli e Roma hanno già giocato, rispettivamente, 38 e 41 partite. Ed è ovvio che la logica dica che c’è bisogno di rose affollate, piene di qualità per fronteggiare le sfide in Italia e in Europa. Ma per il Napoli e la Roma non è che sia proprio così. Non siamo ai tempi delle formazioni che si potevano mandare a memoria come se fossero poesie («Zoff-Gentile-Cabrini…») ma da qualche settimana sia Sarri che Spalletti non si smuovono più di tanto dalle proprie certezze. La Roma, dal 4 dicembre in poi, dalla Lazio, ha puntato su un undici base e da allora Spalletti ha spesso indossato lo stesso abito, cambiando al massimo due o tre uomini. L’impressione, dunque, è che molti giallorossi arrivino alla volata per il secondo posto leggermente spremuti. D’altronde, non è facile cambiare qualcosa quando si trova una identità. Né Sarri può dirsi assai differente: anche qui, dopo l’infortunio di Milik c’è una formazione-filastrocca: con due soli eterni dubbi tra la punta centrale (Mertens o Pavoletti/Milik) e il terzo centrocampista (Zielinski o Rog o Allan). La corsa al secondo posto e alla qualificazione diretta alla Champions è questione di vita o di morte: perché in palio ci sono i 40 milioni dell’accesso ai gironi e perché il preliminare è una iattura. Un oculato turnover diventa fondamentale. Il Napoli lo ha fatto? Beh, riferendoci solo al campionato la risposta è no. Su 27 partite, Reina e Hamsik le hanno giocate tutte, Zielinski, Callejon e Insigne ben 26; Mertens e Hysaj 24 e così via. Ovviamente, senza la partenza di Koulibaly e Ghoulam per la Coppa d’Africa, le possibilià di cambiare si sarebbero assai ridotte per il Napoli. Domani, con il Crotone, sarà possibile vedere qualche novità rispetto alla gara di Champions, ma nessun stravolgimento: possibile il ritorno di Zielinski e quello di Jorginho, e la presenza dal primo minuto di Milik. E, forse, un cambio in difesa (Maksimovic?).

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