Lavezzi e Maggio fanno impazzire di gioia il San Paolo

Tutto in una notte. Un mese dopo il Napoli torna alla vittoria al San Paolo, ritrova il gol Lavezzi dopo un anno esatto, e ridimensione la più bella realtà di questo avvio di campionato. Due gol ad una difesa che ne aveva subito uno soltanto finora. L’Udinese, senza Di Natale, Isla e Domizzi, e con tanti big affaticati, scopre in colpo solo il disagio di dover sostenere tanti impegni ravvicinati e ricambi ancora acerbi.
GARA A SCACCHI – E’ anche la sfida tra due degli strateghi più apprezzati in Italia. Non a caso, Mazzarri e Guidolin non nascondono stima reciproca. C’era persino un conto in sospeso tra i due: lo scorso anno i friulani fecero l’en plein. Ed allora via ad una gara determinante per l’alta classifica ma anche intrigante sul piano tattico. Mazzarri aveva pensato bene di effettuare il turn over a Cagliari. Rilancia nella mischia, infatti, tutti i titolari. Guidolin, invece, è costretto a fermare tre pezzi da novanta e tutti per motivi di natura fisica: Di Natale, Isla ed all’ultimo momento anche Domizzi. Un giocatore-chiave per reparto. La partita inizia al piccolo trotto. Entrambe aspettano le mosse dell’altra. Prudente quanto basta il Napoli. O meglio, una partenza ragionata, senza alcuna frenesia, tantomeno il piede sull’acceleratore. Idem l’Udinese che presenta una difesa a tre con Ferronetti al posto di Domizzi, un centrocampo piuttosto folto nonchè guardingo; due uomini in avanti, uno dietro l’altro, Torje e Floro Flores. Dopo quattro minuti, su azione di angolo, in pochi si accorgono di un intervento irregolare in area di Basta ai danni di Campagnaro. Sarebbe rigore ma nella mischia, il fallo sfugge pure a De Marco. Al quarto d’ora, il primo segnale di come il Napoli intende pungere: sfruttando le occasioni senza esporsi. Lavezzi calcia una punizione dalla sinistra, Hamsik si spinge davanti a tutti ed insacca di testa. Ma l’assistente di destra segnala il fuori gioco e l’esultanza resta in gola ai trentacinquemila del San Paolo.
  L’UNO-DUE – L’Udinese senza i suoi big accusa un pò di soggezione. E la fase difensiva ne risente. Lavezzi crea più di un grattacapo a Ferronetti. Al 19′, il Napoli sfonda. Caparbio Cavani nell’insistere al limite dell’area di rigore e regalare, spalle alla porta, un assist a Lavezzi che non perdona con il suo diagonale destro a volo. Una festa in campo e sugli spalti. Era dal 25 ottobre che il Pocho non andava a segno al San Paolo. Doveva ripetersi al cospetto di una difesa che fino ad allora era stata bucata una volta sola. Compleanno di un digiuno salutato alla grande. L’Udinese prova a cambiare atteggiamento. Guidolin alza il baricentro della squadra, ordina ad Armero di spostarsi venti metri più avanti, ad Asamoah di liberarsi dalla morsa di Inler e a Badu di insidiare Dzemaili. Ma il Napoli risponde immediatamente: Maggio più in copertura e le due «guardie svizzere» a tenere la guardia sempre alta. Eppure i friulani arrivano vicino al pari per ben due volte: la prima con una velenosa girata a volo di Floro Flores, la seconda su una fucilata dalla distanza di Asamoah. In entrambe le occasioni è strepitoso De Sanctis nell’evitare la capitolazione. Reattività ed istinto degni di un campione.
  IL RADDOPPIO – Il Napoli stringe i denti, soffre la reazione di un avversario bene organizzato e tecnicamente di buon livello ma resta sempre in agguato. Così poco prima del riposo arriva anche il raddoppio. L’azione è da manuale. Lancio di Inler per Dzemaili spostato tutto a sinistra, crossa al bacio per Maggio che salta più di tutti ed infila Handanovic per la seconda volta. Difesa friulana sbadata nell’occasione.
  LA RIPRESA – Il secondo tempo inizia con Fabbrini al posto di Torie nell’Udinese. Guidolin comanda il tre-quattro-tre con Armero a ridosso dei due dell’attacco. Ma il Napoli dimostra di avere più testa che gambe. Gara tatticamente ineccepibile. Senza neanche spendere tante energie. Chiusure e ripartenze. Tocca all’Udinese fare la partita. Ed è proprio quello che s’augurava Mazzarri. Guidolin s’accorge che tanti dei suoi sono sottotono: fa uscire anche Asamoah per Neuton. Ma i friulani non pungono mentre si aprono varchi invitanti per le controfughe dei partenopei. E al 35′, Zuniga subentrato a Dzemaili manca il tre a zero dopo un liscio di Benatia: solo davanti ad Handanovic non centra la porta. Al 38′ è Dossena ben servito da Lavezzi a sprecare l’azione del terzo gol. Mazzarri lascia entrare anche Mascara, sposta Zuniga a sinistra, ordina a Santana di posizionarsi in regia. Il Napoli governa il finale in scioltezza, gustandosi una vittoria che vale oro.  

La Redazione  

A.S.  

Fonte: Corriere dello Sport

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