Le pieghe dell’estate tra Napoli e Dimaro

Spunto finale. Prima del mare. A Sunahama con due amici che hanno appena completato trentatre anni di matrimonio. Giovani e giovanissimi. E in un angolino il vecchio portiere del Casale prima e dell’Albanova poi che si asciuga i sudori di luglio. E noi naso in su, dopo aver pagato l’ingresso. Meglio quello di Casale ancora vivo anche se sudato, che quelli in effige con sorrisi.

Una tavola è imbandita. E se trasferissimo gli istituti alberghieri nel litorale che attraversa Licola, Varcaturo, Pescopagano e Castelvolturno? Senza, semmai, guastare il panorama, compreso la splendida pineta.

Viviamo di ricordi e di altro. Ai miei tempi…….. Certo, prima era un’altra cosa……. Però che razza………. Viviamo nel presente e cerchiamo di renderlo migliore. Bé, non proprio come lo pseudo industriale con barca a mare e marinaio che paga migliaia di euro al giorno più gli extra, ma meglio. Che vuol dire anche rispetto per il vicino di casa e tutti gli altri.

Il Napoli parte: dopo le amichevoli con Bayer Leverkusen e Bordeaux  va in Cina, Pechino. L’Inter aspetta di conoscere il suo avversario in Europa Leaugue: Hajduk Spalato o Skonto Riga e si vola verso Sorrento. Colloqui in riva al mare. Rispettiamo i riposi altrui. I nostri meno. E annunziamo a Milano che tutto è sistemato. Stramaccioni non soffrirà per gli ulteriori ritardi. Sulla tabella.

E le storie tornano ad intrecciarsi con l’agilità di sempre. Andiamo tutti in vacanza. I settimanali sono in pausa estiva. Ma di storie da raccontare ce ne sono ancora tante.

Purtroppo c’è anche quella dolorosa del Sorrento? Cosa dire? Ho incontrato Diodato Scala. La settimana prima avevo parlato a lungo con Pietro Romano e altri colleghi. Il Sorrento inizia il ritiro in casa. E io raccolgo lo sfogo di bravi sorrentini. Nella loro voce la delusione di una bocciatura, nel momento esatto in cui si credeva di aver guadagnato la giusta promozione che ben meritava. Il duolo di chi vuole, pretende di ottenere ciò che gli spetta ma che gli altri non vogliono dargli. Coraggio. Il danno più grave è la chiusura del Campo Italia ed il trasferimento a Cava dei Tirreni.

Behrami e Gamberini firmano e raggiungono la squadra a Dimaro. Oscure manfrine attorno al Napoli. Compreso l’interesse di Mino Raiola per Hamsik ed il continuar di offerte per Cavani. La preparazione scorre a pieno ritmo.

E’ Estate. E’ tempo di calcio ed è anche tempo di concerti. Al Gambrinus assistiamo alla presentazione di “Napoli prima e dopo”; al PalaCasoria Enzo Sorrentino e Gaetano Guadiero presentano Kelly Yoice e Peppino Di Capri; in piazza Cirillo, invece, Antonio Buonomo e Antonio Ottaiano. Nella loro voce la contraddizione di Napoli. Antonio canta e si fa sentire come dovrebbe farsi sentire Napoli. L’altro italianizza, scherza, sussurra. E’ molto bravo. E se si mettessero d’accordo?

Lunghe polemiche canore e musicali con Enzo, Luisa ed altri. Accusano Merola (e, naturalmente tutti i suoi seguaci) di accentuare il dialetto o il…… volgare. Capisco Mario come Nunzio Gallo. Non hanno torto. Non accetto più Peppino di Capri. Di Merola si apprende che esibendosi tra il Margherita ed il 2000 ha inventato un genere musicale famoso in tutto il mondo, la sceneggiata napoletana. Buon segno.

C’è una chitarra da lontano e la sento suonare da uno dei più delicati e bravi cantanti napoletani, Mario Maglione, la lavora bene e osservo tanta gente pulita. Onore al merito a TeleAkery ed Antonio Tagliamonte, compagnia indispensabile per gli amanti della canzone napoletana, per gli anziani, per i ricoverati. C’è un centro dialisi in provincia di Napoli che ha sintonizzato in maniera irremovibile TeleAkery, digitale terrestre n.92. Domenica sera, Pino Verde si solleva e canta, con una voce chiara, limpida, forte e dignitosa. Oh quante belle canzoni! Scetateve guagliuni, Funiculì, Guarda o mare, canzone marinaresca.

Lasciate che vi saluti per un po’ di giusta vacanza, con l’immagine di questi buoni artisti, quasi tutti competenti di calcio. Lasciate che pensi a Napoli, al mio Sud, così come ho ammirato e applaudito i cantanti napoletani e non, chiamati da Pino Moris e da Gloriana e diretti dall’amico Direttore di Orchestra, Enzo Campagnoli. Tra di loro Salvatore Sorrentino, di Piedigrotta, figlio di Mario Da Vinci, in piedi, a testa alta, con una voce chiara e forte. E dentro quella voce tutta la nostra vita antica e nuova. I nostri sorrisi e le nostre sofferenze, le nostre speranze, il nostro diritto, sacrosanto diritto, all’affermazione. Tutto a voce, ripeto, chiarissima e a testa alta. Tante grazie, tante grazie!

Nando Troise

Tufano
Vesux
Pizzalo Pozzuoli

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