Liechtenstein-Slovacchia 1-1: Hamsik non riesce ad evitare la mezza debacle

Padroni di casa in vantaggio: sfiorata l'impresa storica. E il c.t. Hipp trema

Il piccolo Liechtenstein sfiora l’impresa contro una Slovacchia che, a sua volta, riesce nell’impresa di dimostrarsi quasi ancora più piccola, priva di idee e mordente, superficiale e, giustamente, con un piede e trequarti fuori dai prossimi Mondiali in Brasile. Hamsik (per lui prestazione insufficiente, ma di sicuro tra i meno peggio dei suoi) e compagni sembrano la cartolina sbiadita di quella Slovacchia che, in Sudafrica, riuscì a buttare fuori dal girone l’Italia bis di Marcello Lippi, campione in carica. Ma stasera non c’è proprio tempo per l’amarcord: c’è da pensare ad un presente non propriamente roseo, che ingrigisce ulteriormente al minuto 13, quando il signor Martin Buchel, ventiseienne centrocampista difensivo della seconda squadra del Deportivo La Coruna, buca incredibilmente il portiere slovacco. Gioia immensa per i centroeuropei e la sparuta rappresentanza di supporter al seguito: Buchel si becca pure un’ammonizione per un’esultanza che difficilmente rivivrà. Il primo tempo non offre altre emozioni, se non diverse occasioni potenziali di Sapara e Stoch che, sul più bello, vengono meno. Nota per i grandi appassionati di almanacchi calcistici, la presenza in campo di Mariolino Frick, capitano dei padroni di casa alla soglia dei quaranta e qualche anno fa punta operaia di Verona, Siena e, soprattutto, Ternana. Per sua sfortuna, però, l’idolo di casa deve lasciare il campo al 24′ dopo uno scontro di gioco che, qualche anno fa, gli avrebbe arrecato meno patemi. La ripresa è un (quasi) assedio degli slovacchi che, pur egemonizzando il possesso palla e calciando sovente verso la porta di Jehle, non disdegnano di concedere qualche contropiede ai simpatici avversari. Al 73′, però, Durica raccoglie un cross di Sapara ed incorna per l’1-1 che poi, nonostante la confusionaria pressione degli ultimi minuti, resta il risultato finale. Slovacchia inguardabile, la stessa attenuante delle assenze di Skrtel (che più di un partenopeo avrebbe desiderato vedere all’opera) e Weiss sembra non reggere: la banda-Hipp non è, al momento, una nazionale da mondiale, Marek Hamsik a parte.

A cura di Mirko Panico


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