Maradona: «Non sono evasore, fatemi tornare»

L’appello: «Mostrate le prove delle accuse, voglio essere lì tra la gente di Napoli che amo»

Un video registrato in casa che fa tanto «effetto esiliato», parole piene di commozione, l’appello ai politici e il messaggio, chiarissimo, «non sono un evasore, voglio tornare a Napoli». Cuore di Diego. Maradona non si smentisce e torna a dialogare con la sua città d’elezione ripartendo dalla questione della presunta evasione fiscale. Il Pibe ha registrato il messaggio a Dubai e l’ha affidato al suo avvocato, Angelo Pisani.
Rapidamente il video ha fatto il giro del web, conquistando migliaia di contatti. Tutti per sentire la versione di Diego. Che parte da un dato a suo modo innegabile: «Io non sono un evasore, non lo sono mai stato perché ho solo giocato al calcio. Non posso tornare liberamente a Napoli con tranquillità e questo non è giusto. Mi rivolgo ai politici: io non ho rubato nulla. Se ho sbagliato è stato per altre cose. Non hanno prove per perseguirmi o perseguitarmi. Io chiedo a tutti i politici italiani che guardino bene chi sta dietro tutto questo. Mi stanno rubando la possibilità di rivedere la gente di Napoli che io amo. La sentenza contro di me mi accusa di cose che non ho mai fatto. Chi dice di avere le prove lo dimostri all’Italia e al mondo».
Maradona sostiene che quei contratti portano la firma, sottolinea citando ex dirigenti del club azzurro, «di Gallo padre e figlio, di Ferlaino» e di Coppola «che era il mio rappresentante». Quindi? «Io giocavo solo a calcio, di altre cose si occupavano altri». Diego appare sinceramente commosso, si tocca col dito sotto l’occhio e interrompe per un attimo il suo intervento: «Non sto facendo la vittima, sto dicendo quella verità che qualcuno sta nascondendo. E nascondere è come rubare. Non mi si può negare – aggiunge – la possibilità di rivedere un’altra volta la gente di Napoli e gli italiani che amo tantissimo e so qual è il momento di difficoltà del Paese. Voglio tornare a Napoli da uomo libero, per camminare e guardare la città. Mia figlia è orgogliosa di ciò che ho fatto a Napoli e così si sente ogni napoletano. Non parlo ai cittadini di Napoli ma ai politici di tutta l’Italia. Se ho sbagliato, l’ho fatto in altre cose, non contro il Fisco. Voglio ritornare a Napoli libero per vedere un Napoli campione, per abbracciare tutti i miei amici. Non sto facendo la vittima, dico ciò che dice il mio avvocato. Nascondere la verità è come rubare e a me stanno rubando la possibilità di vedere la gente di Napoli che io tanto amo come amo la mia Argentina».
In uno stralcio del video, trasmesso in esclusiva da Radio Crc, Maradona parla della sua voglia di «abbracciare» i compagni. In particolare cita lo storico capitano azzurro Giuseppe Bruscolotti e il suo partner in attacco Bruno Giordano. Proprio Bruscolotti ha rivelato a Crc di conoscere una data per una possibile visita di Maradona a Napoli. L’ipotesi che è circolata durante la trasmissione «Si gonfia la rete» di Raffaele Auriemma è che Maradona possa essere ospite del San Paolo già per la partita del 14 febbraio, in Europa League contro il Viktoria Plzen.
Una battaglia burocratica che diventa emozionale. Una vicenda in bilico tra situazione forti emotivamente come il messaggio videoregistrato e la fredda realtà dei comunicati istituzionali. Come quello in cui la commissione tributaria provinciale di Napoli ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’ex campione argentino, condannandolo a pagare il rimborso delle spese dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia per complessivi 2mila euro, che vanno ad aggiungersi ai 40 milioni che il fisco chiede a Diego.
Ma l’avvocato dell’ex campione azzurro, Angelo Pisani, riferisce di aver raccolto da Maradona l’intenzione di venire a Roma, farsi accompagnare da «diplomatici» per chiedere un incontro con Napolitano.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.

Tufano

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