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Marino dà la sufficienza a Mazzarri nel pagellone dei tecnici

"I successi di Mazzarri dipenderanno dalla sua capacità di gestire il turnover"

I record si stabiliscono per essere battuti, ma spero che il primato storico di esoneri degli allenatori, stabilito nello scorso campionato, quest’anno non sia superato.
Tuttavia, a stagione appena iniziata, già molti trainer si sentono sui carboni ardenti e sono costretti a dominare tutte le loro incertezze, rischiando con coraggio scelte temerarie, determinati a vincere le inevitabili prove di forza con lo spogliatoio, percorrendo a piedi scalzi il cammino della leadership, sul più acuminato dei fili di rasoio. Altri, invece, scelgono la filosofia del dialogo per gestire politicamente tutte le situazioni, sperando che, il tempo si dimostri benevolo e taumaturgico per ogni situazione.
In un campionato che viaggia, finora, in ascensore, con squadre che salgono e scendono vertiginosamente nei risultati e nella credibilità popolare da una settimana all’altra, tutti gli allenatori non possono dormire sonni tranquilli. Per i tecnici, non c’è il tempo di gioire per una vittoria che rimpingua la classifica, mai così corta nella storia, che la domenica dopo si precipita nella depressione più profonda.
Proviamo, allora, per gioco, a stilare una classifica con i relativi giudizi che quantifichi e spieghi la qualità del lavoro e lo stato d’animo che ciascuno dei venti allenatori di Serie A vive in questo momento. Non dimenticando, che i mister sono “uomini soli” nelle sconfitte, ma qualche volta anche nelle vittorie…

BARI – VENTURA: VOTO 7 – Il Bari da un anno all’altro perde uomini importanti (Bonucci, Ranocchia ecc) ma non la sua filosofia di gioco. Il buon Giampiero, guida la navicella cara a San Nicola, anche per questa stagione, con autorità e competenza.

BOLOGNA – MALESANI: VOTO 6 – Sfrutta con esperienza e saggezza la positiva scia lasciata da Franco Colomba a poche ore dall’inizio del campionato. Acquisisce credibilità e carisma, turno dopo turno.

BRESCIA – IACHINI: VOTO 7 – Con umiltà e competenza, si segnala come uno degli allenatori rivelazione di questo primo scorcio di stagione. Con poco fa molto e, per me, che conosco bene l’ex giocatore e l’uomo, non è una novità.

CAGLIARI – BISOLI: VOTO 6.5 – Manipola il Cagliari con grande abilità, curando con sapienza la fase difensiva. Più che l’insicurezza del debuttante, mostra l’autorità di un veterano.

CATANIA – GIAMPAOLO: VOTO 6.5 – Con intelligenza plasma la squadra, non snaturando quelle qualità che già aveva lo scorso anno. Riesce, impostando un gioco d’assieme molto interessante, a non far rimpiangere né Martinez né Mihajlovic.

CESENA – FICCADENTI: VOTO 6 – Ha strabiliato nelle prime giornate, impostando i bianconeri secondo la loro migliore caratteristica (il contropiede) e, sfruttando l’entusiasmo della neopromossa. Ora però viene il difficile… Anche perché il Cesena lo hanno studiato ormai tutti.

CHIEVO – PIOLI: VOTO 7 – Ha dato immediatamente ad una squadra interessante e non di più, personalità e gioco. Autorevolmente al comando del gruppo, grazie anche ad una società che non lo lascerà mai solo.

FIORENTINA – MIHAJLOVIC: VOTO 5.5 – Da un allenatore, dotato di tecnica e personalità come lui, ci si aspettava qualcosa in più di questo titubante inizio. L’eredità di Prandelli, però, è pesante e la Fiorentina paga dazio per l’infortunio di Jovetic e la vicenda Mutu, non fronteggiati da un consequenziale mercato.

GENOA – GASPERINI: VOTO 5.5 – Quest’estate Preziosi è uscito dalla campagna trasferimenti come il Re del mercato, ma la classifica non è ancora quella auspicata. In queste prime giornate, come d’altronde l’anno scorso, manca una continuità di risultati. E’ migliorata, però, la fase difensiva, anche si segna di meno rispetto allo scorso campionato. Dopo tanti anni di grandi risultati, il tecnico dei Grifoni, ora, forse si sente sotto esame e questo non lo aiuta.

INTER – BENITEZ: VOTO 5 – Il “Placido” non riesce ancora a dominare con la giusta autorità lo spogliatoio nerazzurro. Ci sono molti sinistri scricchiolii (Chivu-Maicon). Alzare i toni della tensione non è nel DNA del tecnico spagnolo, che, nonostante le sue indiscutibili qualità tecniche e tattiche, ama affidarsi al dialogo. Per il dopo-Mourinho (con Triplete) il cambio di strategia è troppo evidente e traumatico. La situazione è da monitorare con attenzione, anche se l’Inter per qualità di organico può viaggiare anche in folle.

JUVENTUS – DELNERI: VOTO 6 – Il buon Gigi ce la mette tutta per cercare di amalgamare in poco tempo una squadra completamente rifondata. Mette a punto un’ottima fase offensiva (miglior attacco), ma la coperta è corta, a causa di un mercato per alcuni punti discutibile e la fase difensiva (maggior numero di reti subite in Serie A) ne risente paurosamente. Soltanto il tempo ed il lavoro potranno ripagarlo di tutti i suoi sforzi, a patto che non si pretendano da lui i miracoli.

LAZIO – REJA: VOTO 8 – Oltre a coniugare il gioco con i risultati (immeritata la sconfitta alla prima con la Samp), Edy dirige con sapienza anche la campagna acquisti e le riconferme dei giocatori fondamentali, spesso maltrattati da Lotito. Reja riesce così a ribaltare completamente la tetra atmosfera che regnava da tempo intorno alla Lazio, creando un ambiente ricco di positività. Il tecnico friulano, costruisce una rosa importante, qualitativamente e tecnicamente competitiva e si candida ad essere il condottiero di una delle mine vaganti di questo campionato.

LECCE – DE CANIO: VOTO 6 – Anche Gigi agisce da coach. Sul mercato tante difficoltà, rimediate in extremis con i colpi Jeda e Di Michele. Dopo la pesante sconfitta con il Milan, alla prima giornata e la debacle di Cesena, determina con volitività un imprevedibile riscatto, culminato con il prestigioso pareggio di Palermo.

MILAN – ALLEGRI: VOTO 6.5 – Per il buon Massimiliano, il salto di qualità da Cagliari a San Siro, da Cellino a Berlusconi, è stratosferico. Con sfrontatezza ed intelligenza, che ben conosco dai tempi in cui lo pescai da giocatore nel Pavia, riesce a non far trasparire indecisioni o incertezze. Nonostante la atipicità dei campioni del reparto offensivo, sta tentando, con umiltà e pazienza di trovare il giusto assetto per mettere ognuno nelle condizioni di rendere al meglio.

NAPOLI – MAZZARRI: VOTO 6 – Mazzarri ha diretto, tra le quinte, le manovre del calciomercato della società. Ottima l’intuizione su Cavani, ma la rosa, forse, è stata depauperata di qualche ricambio importante. Il gioco del suo Napoli entusiasma nella versione trasferta, mentre lascia perplessi per quanto riguarda lo spettacolo che esprime al San Paolo. La media fra i due rendimenti determina il voto di sufficienza che altrimenti sarebbe un bel 7 per il Napoli che si esibisce lontano da casa ed uno striminzito 5 per quello casalingo. I successi di Mazzarri, dipenderanno molto, dalla capacità di gestire il turnover nelle varie competizioni, di una squadra che, in alcuni reparti (soprattutto l’attacco), non ha molte varietà di scelta.

PALERMO – DELIO ROSSI: VOTO 6 – Anche per Delio grande alternanza di risultati e di gioco. La rosa è ricca di giovani importanti, ma sarà fondamentale, soprattutto in casa, dove, stranamente, finora, sono mancati i risultati, il recupero di Miccoli. La meravigliosa prova di Torino con la Juventus fa raggiungere a Rossi la sufficienza, perché, per il resto, le altre quattro partite di campioanto e le gare di Europa League non gli avrebbero fatto superare la mediocrità.

PARMA – MARINO: VOTO 5.5 – Il Presidente Ghirardi e Pietro Leonardi, dopo l’intelligente calciomercato, si aspettano di più dal mio omonimo, rispetto a questo altalenante inizio di stagione. I due dirigenti sanno, però, aspettare, anche se Marino appare molto preoccupato di non deluderli.

ROMA – RANIERI: VOTO 6 – Per i risultati delle prime giornate il voto sarebbe stato insufficiente. Tuttavia, il mio amico Claudio, tecnico dotato di classe, intelligenza e competenza merita ampiamente la sufficienza per il coraggio delle scelte (vedi ripetute e vinte prove di forza con il Capitano) e per il difficile contesto societario che è costretto a gestire. In questo compito ben coadiuvato da Conti e Pradè.

SAMPDORIA – DI CARLO: VOTO 6 – Arriva in un club che ha appena perso Marotta e Delneri. Raccoglie un eredità molto difficile anche se la rosa profuma del talento dei riconfermati Cassano, Pazzini e Palombo. Si trova a gestire, tuttavia, un numero inadeguato di calciatori per una stagione che prevede anche la partecipazione all’Europa League. Di Carlo è preoccupato di non dover pagare un dazio molto pesante per l’impossibilità di un adeguato turnover.

UDINESE – GUIDOLIN: VOTO 6 – Vado controcorrente ed assegno un 6 di stima per la tanta sfortuna che ha caratterizzato le prime giornate della squadra friulana, che avrebbe meritato almeno tre punti in più. La fiducia della società e le sue capacità di tecnico, che ben conosco, gli permetteranno di recuperare nel tempo, godendo anche dell’affetto e della stima dell’appassionato pubblico friulano.

LA REDAZIONE

Fonte: Tuttomercatoweb

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