Mazzarri: “Rovinata la festa”

Il tecnico partenopeo non crede ancora alla rimonta subita

C’è un coltello che gira nella piaga: novantaquattresimo di Napoli 2, Catania 2, cos’altro volete che domini la scena? Segni particolari: nerissimo; e quel veleno spruzzato sulla coda d’una gara (teoricamente) vinta, il rigurgito d’un post partita in cui la domanda, a Mazzarri, è una lama che affonda nella carne, ora inonda l’analisi e la classifica.

Cosa le passa per la testa, Mazzarri?
«Che abbiamo rovinato la festa, perché avevamo la gara in pugno ed avevamo dato una ulteriore sterzata alla nostra stagione. Siamo stati leziosi, potevamo chiudere la giornata in anticipo, e invece abbiamo sciupato più volte il terzo gol. E poi non è possibile commettere sempre gli stessi errori». 
Ancora su corner e non può essere una maledizione.
«E’ una questione di attenzione. Si è ricreata la stessa situazione di Londra e pure stavolta siamo caduti nella stesso sbaglio. Noi marchiamo a uomo, sappiamo di aver pregi e anche difetti e questo lo è, ma abbiamo studiato contromisure. Non si buttano via due punti in questo modo».

Si rimprovera qualcosa?
«Non cerco alibi e dunque non mi appello alle tante partite in sequenza, che alla fine ci hanno tolto energia e qualcosa ci sono costate. Ma avevamo due reti di vantaggio e ci siamo trovati sul piede, in varie occasioni, la possibilità di abbattere definitivamente il Catania».

Gestione dei cambi?
«Fernandez aveva i crampi e mi ha chiesto di uscire, in genere non modifico mai l’assetto difensivo quando la gara sta per finire, per non alterare la sintonia del reparto. E comunque ora mi viene chiesto se a Fernandez forse in passato ho concesso poco: il ragazzo è bravo e lo ha dimostrato, ma non mi pare che Cannavaro in questi due anni e mezzo stia andando male».

Gestione nervosa e tattica.
«In questo dobbiamo migliorare. Quando dico che non siamo ancora una grande squadra, mi riferisco proprio a questi particolari che fanno la differenza. La fase di maturazione prevede pure colpi bassi del genere, maledizione; e io adesso sono veramente arrabbiato».

Lavezzi è uscito brontolando…
«Ho tenuto dentro Cavani proprio perché mi serviva uno che andasse a staccare sul primo palo. Il pocho lo avevo recuperato all’ultimo momento. E poi quando è entrato Pandev non c’era più partita, due reti e varie chanches per il terzo. Abbiamo creato l’impossibile e abbiamo sbagliato».

Dove comincia la stanchezza, dove l’inesperienza…
«Ci siamo compiaciuti, mentre invece è necessario, anzi indispensabile, essere cinici. Quando hai la palla buona, bisogna sfruttarla. Altrimenti gli avversari si rifanno sotto. Ed è successo a noi. Siamo stati ingenui, perché la vittoria la sentivamo nostra. Avevamo dato una scrollata alla classifica, con questi tre punti».

La nemesi settimanale: a Udine, da 2-0 friulano a 2-2 e stavolta, 2-0 vostro e 2-2 Catania.
«Eravamo preparati sulle loro punizioni e sui calci d’angolo e ci siamo fatti infilare. Il nostro limite è questo, purtroppo. E ora bisogna ricominciare a lavorare e riprendere quanto perso».

Fonte: Corriere dello Sport

La Redazione

A.S.


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