Mutti: “Abbiamo peccato di personalità”

Mutti si assume le responsabilità del crollo nei secondi 45′: « Ho fatto due cambi pensando di ottenere qualcosa di diverso – spiega Mutti riconoscendo il mutamento in peggio – ho inserito due ragazzi con capacità di corsa come Alvarez ed Acquah per creare intensità sugli esterni nella zona dove loro ci avevano messo in difficoltà. Questo non è avvenuto, sono molto deluso, nel 2° tempo il risultato parla chiaro. Voleva essere un 4-4-1-1, chiedevo diagonali interne, non ha funzionato. Poi il 2-0 ci ha ammazzato ». L’aspetto psicologico lo preoccupa. Non solo, anche quello fisico: « Dobbiamo ritrovare il lato caratteriale che ha sempre caratterizzato il Palermo. Quando subiamo un episodio negativo non riusciamo a recuperare. E nella condizione fisica c’è qualcosa che non va; dobbiamo migliorare nell’intensità, in casa essere più aggressivi. Rinculiamo troppo, certe palle perse diventano situazioni devastanti ». Sottolinea però anche quello che gli è piaciuto: « Sono contento del primo tempo, abbiamo fatto una partita di livello, creando parecchie occasioni, però abbiamo subìto le ripartenze in cui il Napoli è molto bravo. Eravamo male organizzati e infatti su una di queste loro sono passati in vantaggio ». Gli avevo chiesto il massimo nel 1° tempo perchè era un bel po’ che non giocava ». 

DECISO IL MODULO- La sconfitta potrebbe sotto certi aspetti fare chiarezza. Mutti per esempio annuncia di aver scelto il modulo più adeguato all’organico: « Coi trequartisti che abbiamo, la nostra impronta di gioco sarà il 4-3-1-2 o il 4-3-3. Vazquez l’abbiamo visto, riavremo presto Ilicic e Zahavi. In questa struttura sanno esprimersi meglio ». Torna sul fallimento del secondo tempo: « Sono deluso sotto l’aspetto della freschezza, dovevamo tenere bassa la linea difensiva del Napoli. Non sono arrivate le giuste risposte. Della Rocca non è bocciato, volevo mettere due mediani centrali, ma non abbiamo più avuto la stessa struttura di squadra». Conta adesso sui recuperi di Hernandez, Pinilla e Ilicic soprattutto: «La squadra è molto rinnovata, davanti aveva assenze importanti davanti. Il Palermo deve ritrovare la facilità che aveva lo scorso anno. Ci mancano giocatori importanti, ma soprattutto dobbiamo trovare la forza di reazione e non abbatterci alla prima difficoltà. Già domenica a Verona col Chievo ». 

ATMOSFERA DIFFICILE- L’atmosfera attorno al Palermo adesso è pesante. I tifosi durante la gara, dopo il tracollo di inizio ripresa, hanno cominciato a contestare, alcuni (non tutti) hanno intonato i classici cori di “andate a lavorare”, persino il gol di Miccoli, spettacolare nella sua inutilità, è stato accolto da fischi ironici. Dalla curva Nord è partito il monito “se continua così, ce ne andiamo in B”. Anche il Barbera non è più un fortino, dopo le 6 vittorie di fila è arrivato un filotto negativo nonostante il cambio in panchina. La squadra non risponde, si affloscia alle prime difficoltà, appare in pessime condizioni atletiche. E lo scollamento con la gente diventa un peso ancora più arduo da sopportare. Ci vuole una reazione. Zamparini ieri era al Barbera, ha lasciato lo stadio prima del tempo. In una notte così nera, un complimento arriva proprio al pubblico, che ha applaudito a scena aperta il super gol dell’ex Cavani che di fatto ha chiuso il match e, come promesso, non ha esultato. Applausi agli applausi. Anche da Mutti: «Il gesto tecnico lo meritava, la generosità degli sportivi palermitani si è fatta vedere anche in questa occasione».

Fonte: Corriere dello Sport

La Redazione

A.S.

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