Qualcosa è cambiato all’ombra del Vesuvio

Qualcosa è cambiato all’ombra del Vesuvio

Prendendo in prestito il titolo di un famoso film, possiamo affermare che “qualcosa è cambiato” dalle parti di Castelvolturno. Il Napoli, sulle ali dei risultati importanti conseguiti e delle inaspettate difficoltà delle squadre di vertice, ha smesso di provare a fare il massimo “con quello che c’è” a disposizione e ha ripreso ad investire. La società ha colto l’occasione della finestra invernale del calciomercato per correggere alcuni degli errori commessi nella costruzione della rosa a disposizione di Mazzarri, provando ad assicurare al proprio tecnico maggiore soluzioni tattiche e la possibilità di gestire al meglio le forze dei titolari in vista dell’importante finale di stagione. Abbandonata con largo anticipo e con qualche rimpianto la Coppa Italia, al Napoli rimane l’impegno di concentrarsi sul campionato, provando a perseguire quello che rimane l’obiettivo stagionale: il secondo posto e la qualificazione diretta in Champions League.
I valori che la stagione sta palesando dicono, però, che perseguendo quest’obiettivo, la squadra di Mazzarri può mettere pressione alla Juventus. Il mercato di riparazione ha ridotto il gap tecnico tra le due formazioni e oggi il Napoli pare capace di evitare cali di tensione e di approfittare di eventuali difficoltà dei piemontesi, che rimangono – è bene sottolinearlo – i favoriti per la conquista dello scudetto. Ulteriore variabile nella corsa al titolo è l’impegno europeo. La Juventus ha l’occasione di sfruttare il sorteggio favorevole per avanzare in Champions. Impegnata negli ottavi di finale contro il Celtic, i bianconeri in caso di qualificazione affronterebbero la vincente tra Galatasaray e Schalke 04; solo in semifinale, presumibilmente, agli uomini di Conte toccherebbe una tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund. Una possibile qualificazione in semifinale impegnerebbe la Juventus fino ai primi di maggio.
Sebbene la volontà del Napoli è quella di affrontare l’Europa League con un impegno assai diverso rispetto a quello della fase a gironi, è indiscutibile che il peso della seconda competizione continentale non è quello della Champions.
Dovendo fare una scelta, la squadra di Mazzarri privilegerà il campionato, schierando in Europa League i calciatori meno impegnati. Il buon mercato di riparazione permetterà di optare per una formazione più adeguata alla competizione. A conti fatti, l’impegno europeo potrebbe rivelarsi un vantaggio relativo per il Napoli.  Ma cosa ha partorito questo cambiamento di rotta da parte della società di De Laurentiis? Quali le reali prospettive future del Napoli? Domande a cui è importante dare una risposta credibile per capire quali potranno essere gli sviluppi futuri. La mia tesi a riguardo non è cambiata; il Napoli aveva deciso di non investire in maniera importante in questa stagione ma di farlo dalla prossima, una volta sciolto il dubbio della guida tecnica. Da parte sua Mazzarri considerava da tempo conclusa la propria avventura sulla panchina del Napoli. Questo insieme di fattori e il calo di dicembre sembravano aver vanificato le possibilità che il campionato sembrava offrire.
Una strada che non avrebbe giovato a nessuno. Non al Napoli che rischiava di perdere la qualificazione in Champions; ancor meno a Mazzarri che con una stagione negativa al Napoli avrebbe perso il credito guadagnato presso società importanti.
Le recuperate motivazioni dell’allenatore e nuove soluzioni tattiche hanno giocato alla squadra che è tornata a vincere. I risultati positivi e le difficoltà della Juventus hanno poi causato il cambio di rotta della società che ha deciso di anticipare una parte degli investimenti previsti per il prossimo anno.
Proprio analizzando bene il mercato del Napoli si possono cogliere quegl’indizi che smentiscono, a mio parere, le voci circolate su alcuni mezzi d’informazione circa l’accordo tra De Laurentiis e Mazzarri per un prolungamento del rapporto, con un ruolo ancor più incisivo di allenatore-manager.
In entrata sono arrivati Armero seguito da tempo e gradito sia all’allenatore che alla società che lo ritiene funzionale anche in un nuovo progetto tecnico e utile a far abbassare le pretese di Zuniga per il rinnovo del suo contratto, in scadenza nel 2014.
Come vice Cavani si è scelto di puntare su Calaiò, giocatore maturo, poco costoso, pronto ad accettare la panchina e che già conosce l’ambiente. Discorso simile a quello fatto per Armero è da fare per Rolando. È l’acquisizione di Radosevic a far pensare che De Laurentiis ha scelto con decisione di continuare la strategia d’investire su giovani promettenti da valorizzare e da inserire in un contesto tecnico e tattiche di livello sempre crescente. Una strategia mai condivisa da Mazzarri; poco incline a lavorare con i giovani. In tale chiave va analizzato anche il tentativo di acquisire Icardi. Il giovane attaccante argentino sarebbe rimasto a Genova fino a giugno per poi arrivare a Napoli nella prossima stagione. Se ne riparlerà in estate. Indicazioni ancora più decisive per confermare la mia tesi sembrano arrivare dal mercato in uscita. Hanno lasciato Napoli Fernandez, Uvini e Vargas. Tre giovani promettenti che non hanno mai goduto della fiducia del tecnico toscano e che, in maniera diversa, non hanno convinto fino in fondo. Eppure il Napoli ha scelto di cederli in prestito secco per un anno, pur in presenza di offerte per l’acquisto a titolo definitivo. Sicuri che ad accoglierli ci sarà proprio Walter Mazzarri? L’allenatore di San Vincenzo attenderà fino all’ultimo momento possibile prima di fare la propria scelta. Le difficoltà di Zeman sembrano aprirgli più di una possibilità di guidare la Roma (progetto molto gradito a Mazzarri, nda); Stramaccioni all’Inter sembra ancora sotto esame e, nonostante i recenti buoni risultati, sull’altra sponda di Milano nemmeno Allegri pare certo di una riconferma. Un rompicapo che è destinato a risolversi solo in estate.
Nel frattempo a Napoli l’unica cosa certa a questo punto pare che società e allenatore abbiano ritrovato unità d’intenti e capito che c’è un modo solo per investire positivamente nel proprio rispettivo futuro: vincere.

A cura di Pompilio Salerno



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