Quarto, amarezza e indifferenza: “Mario? Ci interessa la Nazionale…”

In un solo colpo ha centrato la vittoria in trasferta, ieri a Portici, e guadagnato la vetta nel girone A di Eccellenza, ma la Nuova Quarto Calcio per la Legalità giocherà questa mattina la sua gara più attesa: allo stadio «Giarrusso» arriva la Nazionale di Cesare Prandelli, che si allenerà con il club sequestrato al clan Polverino nel 2011 e che ora è simbolo di legalità in terra di camorra. L’arrivo degli azzurri è un evento: per l’occasione la capienza della tribuna in cemento dello stadio comunale è stata raddoppiata da una struttura provvisoria prefabbricata e gli ingressi sono stati rigidamente selezionati con inviti nominativi. Troppo entusiasmo. E tantissimi resteranno fuori da quel campo, più volte oggetto di raid intimidatori e vandalizzazioni dopo il sequestro deciso dalla Dda di Napoli e l’avvio del nuovo corso. Milleduecento gli inviti distribuiti, metà dei quali per minori a rischio, ragazzi e ragazze delle case-famiglia del territorio, diversamente abili di una trentina di associazioni e baby calciatori. A caccia di autografi ci sarà anche Marco S., il bimbo di 9 anni superstite della tragedia stradale di Monteforte e rimasto sotto choc dopo il tragico volo dal viadotto in cui ha perso nonni e zii, mentre la sorellina e il papà sono ricoverati a Lecco. Marco, accompagnato dal sindaco di Pozzuoli che gli farà da tutore, incontrerà Prandelli e Buffon. Storie, volti e messaggi sociali che si incroceranno in una giornata particolare. Il pm di Nola Maria Cristina Amoroso lancerà la campagna della Nuova Quarto per la Legalità contro roghi tossici, femminicidio e camorra. A centrocampo sarà allestito un palco sul quale si alterneranno il prefetto Mariagrazia Nicolò, che guida il Comune sciolto per camorra, il prefetto di Napoli Francesco Musolino, il presidente Figc Giancarlo Abete e il ct Prandelli. Alle 11 il via all’allenamento tecnico-atletico degli azzurri e, a seguire, la partitella a ranghi misti con i calciatori flegrei. «È un evento storico nel segno della legalità», ha più volte ribadito in questi giorni il commissario prefettizio, mentre il presidente del club Gigi Cuomo, referente nazionale di Sos Impresa antiracket, dribbla ogni polemica sul tweet di Mario Balotelli, nel quale il bomber ha precisato di essere a Napoli «solo per giocare». «Mi hanno informato del tweet di Balotelli, ma non voglio polemizzare con nessuno, perchè questo è un giorno importante che non può essere rovinato da polemiche a ogni costo – dice Cuomo – Abbiamo invitato Prandelli e la Nazionale, non ci soffermiamo sui singoli. Mi fa piacere, però, sottolineare che Insigne mi ha detto di appoggiare in pieno il nostro progetto anticlan». «Sarà una grande emozione stringere la mano a Prandelli; un uomo eccezionale», aggiunge invece il tecnico Ciro Amorosetti. Anche per lui, quartese doc, è una storia particolare: dalle intercettazioni telefoniche dell’antimafia, è emerso che nel 2007 il capocosca Roberto Perrone, oggi collaboratore di giustizia, chiese di cacciare Amorosetti dalla panchina dell’allora SSD Quarto, malgrado fosse un tecnico vincente. Un team che era letteralmente un giocattolo nelle mani dei Polverino. Il clan dettava legge in campo e fuori, imponendo il racket attraverso sponsor e sottoscrizioni di quote societarie. Poi nel 2011, dopo il blitz «Polvere», ci fu la svolta: il pm della Dda Antonello Ardituro ebbe l’intuizione vincente e trasformò la squadra in un simbolo di antimafia sociale. Cambio del nome, codice etico interno anticamorra, azionariato popolare. Un esempio nel calcio italiano e il 5 giugno una maglia speciale è stata donata a papa Francesco. «Da amministratore giudiziario – dice l’avvocato Luca Catalano – devo valorizzare i beni sequestrati e cambiarne la destinazione. Con la Nuova Quarto abbiamo avviato un’idea innovativa, ma la strada è ancora lunga». «La squadra è il più produttivo dei beni sequestrati, perché genera partecipazione collettiva e valori antimafia, soprattutto fra i giovani – aggiunge Ardituro – È la forza delle idee vincenti, che diventano inarrestabili».

 

Fonte: Il Mattino

La Redazione

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