Questione San Paolo, la proroga della discordia. Manca l’intesa tra società e comune

Questione San Paolo, la proroga della discordia. Manca l’intesa tra società e comune

Nonostante le recenti dichiarazioni del sindaco Luigi de Magistris («a breve la firma»), manca ancora l’accordo per la stipula di una nuova convenzione. C’è invece una proroga di sessanta giorni, autorizzata con delibera municipale, che di fatto mantiene inalterata la convenzione in essere. E che sostanzialmente dà la possibilità al Napoli di disporre dello stadio per le amichevoli estive del 2 e dell’11 agosto. Sui preliminari di Champions invece resta il grande punto interrogativo, la Uefa farà i sopralluoghi solo con la certezza che il Napoli abbia l’uso effettivo dello stadio sancito da una convenzione. Mancano poco meno di due mesi, certo. Ed è auspicabile che i due enti riescano a trovare una intesa. Fino a qualche tempo fa si diceva che la nuova convenzione doveva passare attraverso la transazione che club sportivo e ente amministrativo dovevano concludere per sanare debiti e crediti. E’ agli atti che la società di Aurelio de Laurentiis abbia versato tre milioni di euro nelle casse del Comune, sanando ogni debito pregresso.
Qual è stato dunque l’ostacolo per un nuovo accordo? Probabilmente un’iniziativa adottata al Comune e che ha dato esito inaspettato. Fu chiesto infatti alla Coni Servizi, ente autonomo e in questo caso arbiter, una valutazione economica dell’impianto di Fuorigrotta. Ebbene, l’ente romano ha dato un valore economico al San Paolo inferiore a quello stimato. A quello cui ci si era riferiti, dieci anni fa, per la convenzione. E, allora, il testo va rivisto per trovare una intesa in senso assoluto che metta la nuova convenzione anche al riparo da qualsiasi contestazione. C’è da entrambe le parti l’intenzione di trovare punti di incontro rispetto alle posizioni differenti. De Laurentiis non può avere così come avrebbe voluto una concessione totale per l’utilizzo dell’impianto. E rispetto all’uso promiscuo di un impianto degradato detta le sue regole. Il Comune, altresì, scrive le sue. Il caos, per ora, continua. Il Napoli non ha ancora uno stadio per le gare di campionato casalinghe e per la Champions.”

Fonte: Corriere del Mezzogiorno


Traduttore e giornalista, ha conseguito con lode la Laurea Specialistica in “Lingue e letterature romanze e latinoamericane” presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” dopo aver concluso, il percorso triennale in “Lingue, letterature e culture dell’Europa e delle Americhe”. Nel 2010 inizia a scrivere per il mensile “Quattroparole” occupandosi di cultura, spettacolo ed attualità. Nell’agosto del 2011 approda nella redazione di Iamnaples.it dove si occupa, prevalentemente, di seguire l’avventura della Juve Stabia nel campionato cadetto.

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