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Repubblica- Milano e Parigi nella testa del Pocho

In una Napoli lontana dal Napoli, gira una informazione. Lavezzi ha in testa un’altra città, per ridare slancio alla carriera. «Cerca serenità e nuovi entusiasmi », confidano amici italiani, gente fuori del calcio. Milano gli va bene, Parigi meglio.

Il Napoli gioca stasera al San Paolo con il Chievo, la squadra che per prima bocciò il turnover di Mazzarri, 7 nuovi su 11. Fu l’inizio della crisi che risparmia la squadra in Champions e Coppa Italia, ma la frena in serie A. Malinconico il settimo posto. Ma a 16 gare dalla fine, il campionato può ancora riaprirsi, dopo le sconfitte di Udinese e Inter. Il terzo posto che vale la Champions sembra più vicino: ora c’è la Lazio, a 42 punti. Ne avrà solo 8 in meno il Napoli se stasera vincerà con il Chievo. Ampie sono le risorse tecniche per una rimonta da 50 milioni: è questa la distanza in euro nel fatturato tra Champions ed Europa League. I destini del Napoli passano proprio per Lavezzi. L’unico che sappia accendere il congegno offensivo del Napoli anche contro le difese più munite. Saprà l’allenatore recuperare nel morale un giocatore ormai decisivo, rimettere Napoli al centro delle sue ambizioni, coinvolgerlo in questa difficile ma spettacolare risalita? È una impresa possibile perché finora non è stato ancora perfezionatoalcun contratto con altri club. Solo parole, voci, sondaggi. La verità è in quattro punti: 1) Lavezzi non ha casa a Milano, né nessun accordo con l’Inter; 2) il suo agente, Alejandro Mazzoni, ha infittito i contatti esplorativi con i grandi club; 3) l’interesse più rilevante è quello di Leonardo, manager del Paris Saint Germain, lo stesso che voleva Lavezzi all’Inter; 4) esiste una clausola rescissoria di 31 milioni che consente a qualsiasi club l’accordo con Lavezzi, senza interpellare il Napoli, ma non vi saranno sgarbi, c’è un ottimo rapporto tra De Laurentiis e Mazzoni. Lo stesso agente che trattò gli acquisti di Fideleff, Fernandez, Chavez e di recente Vargas. Sono invece più freddi i rapporti tra Lavezzi e il Napoli: il fantasista alla svolta dei 27 anni si sente l’idolo della città, ma sperava in un veloce decollo del club verso il grande calcio. Soffre per il grigiore che avvolge la squadra. Per l’assuefazione alla crisi. Persino la sconfitta umiliante di giovedì in Coppa Italia con le seconde file del Siena è stata da Mazzarri subito assorbita e raccontata come «una grande prova ». Davvero? Lavezzi è il campione che il Napoli rischia davvero di perdere. Per la clausola che rende unilaterale la volontà di rescindere il contratto, per l’ingaggio inferiore ai due milioni, per la magia dei suoi laceranti dribbling attrae l’interesse maggiore del mercato. Ma Lavezzi è anche l’uomo chiave per rimettere il Napoli in moto. Non si comprende perché debba scaldare la panchina e non essere il leader indiscusso. Il Napoli cerca un gioco alternativo a quello ormai risaputo. Recuperato nel fisico e nel morale, è il suo talento imprevedibile la chiave per uscire dal lungo black-out tattico. Milano e Parigi possono attendere.

Fonte: Repubblica

La Redazione

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