Roma, Spalletti: “Rimango solo se vinco. Juventus? Non ho firmato precontratti”

Ecco le parole del tecnico giallorosso in conferenza

Dopo tre sconfitte consecutive, c’è tanta tensione in casa Roma ed è il tecnico Luciano Spalletti il principale imputato. Ecco le sue parole in conferenza, riportate da Vocegiallorossa:

Gara complicata quella di domani?
“Ci sono cose che possono determinare nuove energie, come il presidente nuovo, ma sappiamo cosa dobbiamo fare, il nostro obiettivo è abbastanza chiaro poi dipende se ci riusciamo o no, la forza che abbiamo ci permette di giocare la partita e vincerla”.

Come si può uscire da questo momento?
“L’unica strada è vincere la prossima partita, la medicina assoluta è quella lì, cioè di rivincere e rideterminare nella testa dei calciatori quella tranquillità della forza che posseggono. È chiaro che ci sono da valutare anche altre partite, la sconfitta non è stata una soltanto. Siamo finiti nel fango, con una ruota nel fango e io sono l’unico responsabile, perché ho il volante della macchina, per cui quello che diventa fondamentale è avere sotto il cofano i cavalli giusti. A volte se ne riesce subito, ora siamo impantanati e la differenza la fanno i cavalli che tu hai, abbiamo la forza adatta per rimettere la macchina sull’asfalto, sono soprattutto loro che possono determinare di riprendere la corsa, cioè le forze dei giocatori. Io penso di avere una rosa forte, un parco giocatore che mi permette di superare momenti difficili anche come quello di adesso”.

Le parole di Pallotta?
“Voleva motivare i giocatori, difenderli da quello che stiamo attraversando, magari mettendo in discussione il mio operato ma non fa piega, quello che succede è responsabilità mia. Se continueremo a perdere, ho fiducia nella reazione dei giocatori, nello spogliatoio si dicono delle cose e si cerca di dire la verità, ma è importante come mi guardano e lo fanno nella maniera giusta. Oggi c’è già abbastanza carne al fuoco, Pallotta ha a cuore i giocatori, quello che dice di me non conta, io vado dritto per la mia strada, nessun problema. Non ricadiamo nella mediocrità dei discorsi detti e ridetti, o si fanno discorsi costruttivi e passiamo oltre. O si costruisce e si va un discorso diverso rendendo partecipe il popolo giallorosso, ma se si comincia a dire che bisogna vincere, questa è una strada più ragionata, più tranquilla insomma, ecco. Io sono fiducioso dei miei giocatori, non cambio idea rispetto a quanto detto a dicembre, loro ci consentono di arrivare in fondo, la penso allo stesso modo”.

Turnover per Fazio e Strootman?
“Io dico che non siamo stanchi, voi dite che lo siamo. Funziona così: le statistiche europee degli ultimi 10 anni, dicono che se giochi a distanza di due giorni, le vittorie calano del 40% rispetto alle situazioni normali. Noi questa manovra l’abbiamo fatta 14 volte e vinto 10 partite, poi ne abbiamo perse 4 ma 2 fanno parte di questo ultimo periodo e questo è un dato. Mi avevano abituato bene nelle altre partite ed ero fiducioso per quello, poi ci sono le sconfitte ma è normale quello che ci è successo se vediamo queste statistiche, che guardiamo anche noi. La cosa da prevenire era quella di riuscire a smucchiare questo castelletto di partite che è successo solo a noi, solo la Roma ha avuto queste partite, potevamo giocare lunedì e lo avevo chiesto a Baldissoni. Il Lione per giocare il giovedì dopo, ha giocato il venerdì… Secondo me andare a dire ai calciatori, come ho sempre, detto che sono stanchi, allora si sta a casa ma il margine non c’è, lo sappiamo da soli. È venuto fuori che Florenzi si è rifatto male e che faccio? Dico che non ho Florenzi? Era vitale recuperarlo… Sto tutti i giorni a dire che siamo stanchi? Non parlo così. In base alla formazione che farò domani, 4 o 5 giocatori che non hanno giocato l’ultima partita ci saranno. I giovani? Non mi porta nessun vantaggio, devo vincere la partita domani, di roba c’è n’è già abbastanza, dobbiamo allenarci bene oggi. La stanchezza si vince con la responsabilità, la professionalità, la convinzione delle idee. Non metto assolutamente in discussione chi sono e come sono arrivato qui, dite quello che volete, io sono l’unico responsabile della squadra, ma ci rialzeremo perché ho i cavalli giusti”.

Il contratto?
“Io non ho ombre che mi riguardino, o perlomeno ce l’ho lunghissima. Io abito vicino a Volterra, dove ci sono ombre lunghissime… Se vinco rimango, se non vinco non rimango, sono coerente a quanto detto in passato. Io ho una squadra forte, li ho accettati e voluti, desiderati questi calciatori. In un momento come questo conta il risultato, che nessuno venga a dirmi il contratto del prossimo anno, chi ama, chi fa bene il professionista, non pensa al contratto ma pensa al Palermo che ti dà lo sbocco alle tue proiezioni, obiettivi. Se non fai risultati, sarai sempre limitato in quello che andrai a chiedere. Metteremo attenzione per il risultato di domani, conta solo quello, il Lione verrà conseguentemente. Mi aspetto una bella reazione da quei giocatori che metterò dentro e che ho fatto giocare poco, dentro una squadra succede questo, qualcuno sta in panchina. Se uno pensa al contratto, non è un professionista”.

Juventus-Milan?
“Mi sarebbe piaciuto fare l’arbitro, ma sono troppo vecchio. È un ruolo importante fatto bene dai nostri professionisti, non vado a dare opinioni su quello che è accaduto, bisognerebbe studiare altro”.

Più giocatori a disposizione sarebbero serviti in questo momento?
“La società deve spiegare bene quali sono gli obiettivi e i programmi. Il mio obiettivo è vincere domani, dobbiamo tirare fuori questa ruota fuori dal fango, lo vedremo domani. Non facciamo altra confusione, il fiato perso o se stiamo a parlare di quello che è stato, è tempo perso. Quello che c’è da recuperare e fare risultati il più in fretta possibile, non si fanno discorsi da bischero dentro lo spogliatoio, chi lo fa sta fuori. Domani c’è la partita ma oggi ci alleniamo e vogliamo vincere, sono stato in difficoltà durante questo ciclo di partite ma è il discorso di prima, so la possibilità della mia squadra e si fa dritto, non si sta comodo dove siamo finiti, vogliamo andare avanti”.

Totti al posto di Dzeko?
“Dzeko può riposare, Totti domani comincia dalla panchina”.

Perotti?
“È lo stesso dell’anno scorso, ci aiuterà quando lo metterò in campo. La squadra ha un certo equilibrio, la squadra ha fatto risultati e ora diventa indispensabile Salah e le vittorie importanti le abbiamo fatte anche senza di lui. Quando era in Coppa d’Africa le abbiamo vinte tutte, se devo scegliere può darsi che sterzi male e la ruota finisce nella buchetta e tu giustamente mi scrivi di qualche ombretta e problemino”.

Contatti con la Juventus?
“Non ho firmato nessun precontratto con nessuno”.

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