Mimmo Carratelli: “Se doveva essere una prova, la prova è riuscita”

Sull’Arno d’argento il Napoli va a cento. A cento all’ora e stronca la Fiorentina (3-0), reduce da due vittorie consecutive in casa. Contro la seconda migliore difesa del torneo doppietta di Cavani (e sono 14 i gol in campionato più 7 nelle coppe) e pennellata finale di Lavezzi dopo sessanta metri di fuga.

Se doveva essere la prova in vista del Chelsea, la prova è riuscita. Mazzarri ha tirato fuori dal cilindro il Napoli dei tempi migliori. Compatto, brillante, cinico. Nonostante il superiore possesso-palla, la Fiorentina non è mai entrata veramente in partita. Sorpasso all’Inter e quinto posto provvisorio in attesa di Roma-Parma. Sotto il cielo notturno di Firenze “oj vita mia” degli irriducibili tifosi azzurri al seguito. Da brividi.

E’ stato un grande Napoli magistralmente diretto da Hamsik (gran lavoro a centrocampo e suoi gli assist per i gol del Matador, e sono sette assist sinora), spietato con Cavani, magnifico in difesa. Grava, entrato subito per l’infortunio di Campagnaro, imbattibile nell’uno contro uno e contro tutti, sia che gli capitasse Amauri, sia che fosse Jovetic a tentare di saltarlo. Britos, eccellente conferma, insuperabile nel gioco aereo, interditore puntuale, due volte in area a murare i tiri della Fiorentina. Cannavaro, un occhio ad Amauri e poi regista della difesa, interventi tempestivi e di anticipo. Per Rosati (De Sanctis in panchina, febbricitante) un buon debutto in campionato, molte parate facili, un solo intervento coraggioso su Jovetic. A centrocampo, in panchina Gargano sino al 70’, la coppia elvetica Inler-Dzemaili ha dominato, proteggendo la difesa e rilanciando. Inler sembra recuperato al rendimento migliore. Lavezzi ha scorazzato in lungo e in largo concludendo con una rete magistrale. Maggio in crescendo, strepitoso negli allunghi sulla sua fascia e nel duro duello con Vargas. Un po’ sotto tono Dossena.

La Fiorentina non ha mai trovato spazio per fare male. Spesso isolato Amauri. Jovetic lontano dall’area di rigore. Morbida la regìa di Montolivo. I lunghi (Natali 1,92, Nastasic 1,90) non hanno mai creato pericoli nel gioco alto sui cross dai calci piazzati.

Il turn-over è stato lieve. A riposo solo De Sanctis e Gargano in campo negli ultimi venti minuti. I tre tenori hanno cantato e portato la croce perché sono stati eccezionali nei ripiegamenti, nel pressing alto, nei recuperi difensivi. Il gol è arrivato subito. Sull’azione iniziata da Lavezzi, il passaggio filtrante di Hamsik trovava pronto Cavani davanti al portiere a batterlo (3’). Doveva entrare Grava per Campagnaro infortunato (11’). La Fiorentina aveva campo solo a destra dove si inseriva ripetutamente Cassani con Dossena in ritardo a chiudere. Il Napoli sfiorava il raddoppio con Maggio (24’ traversa sul corner di Lavezzi). Prendeva un palo anche la Fiorentina (29’ Natali). Un solo dispiacere nel primo tempo: l’ammonizione ad Hamsik che salterà al San Paolo la prossima partita con l’Inter derelitta di questi tempi. E ancora il Napoli andava vicinissimo al gol con Britos (38’ palo esterno sulla punizione di Lavezzi).

Il Napoli ha tenuto il campo per tutta la gara, sempre vigorosamente presente nel match. Raccogliendosi in difesa, schizzava in contropiede. E Cavani raddoppiava subito dopo il riposo (55’ ancora l’assist di Hamsik per andare in gol). La Fiorentina cercava di rivitalizzarsi con i cambi, ma senza esito (46’ Salifu per il dolorante Behrami, 64’ Marchionni per Olivera, l’uruguayano del Lecce debuttante in maglia viola, 75’ Cerci per Vargas), finendo con l’attaccare a tre. Una prodezza di Lavezzi veniva sventata dal portiere Boruc (62’). Poi Mazzarri faceva rifiatare Hamsik (70’ Gargano) e Cavani (73’ Pandev). La Fiorentina non impegnava mai seriamente Rosati. In tutto, sei tiri fuori bersaglio. E nel primo minuto di  recupero la ciliegina di Lavezzi. Il Pocho strappava la palla a Salifu sulla linea centrale del campo, correva sulla destra per tutta la metà campo viola puntando la porta di Boruc, disorientava Cassani, unico difensore nella metà campo gigliata, e infilava Boruc (91’).

Una notte magica e migliore preludio al primo match col Chelsea non poteva esserci. Il Napoli è tornato. Cavani cavaliere alato, Maggio di nuovo con tanta birra in corpo, Lavezzi sempre presente (migliorato sui calci piazzati), Inler rinfrancato, difensori impeccabili e, su tutti, Marek Hamsik nella nuova veste tattica di trequartista. Efficace, puntuale, combattivo in fase difensiva, lucido in quella offensiva con la classe di un campione che sa vedere il gioco, distribuirlo e scatenare Cavani in gol. Ed ora tutti al San Paolo. Appuntamento storico col Chelsea. Incasso record. Questo Napoli, tornato grande, non si nega a nessuna impresa.

Fonte: Il Napolista.it

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