Si comincia a Palermo con Insigne e aspettando Inler

Si comincia a Palermo con Insigne e aspettando Inler

Con la Federcalcio presa a cannonate dalla Juventus nella ostinata persona del giovane Agnelli e la Procura federale definita da Conte “pappa e ciccia” col “patteggiatore” Carobbio, il campionato ha aperto le danze senza un’ombra di deferimento per tante plateali accuse. Si comincia all’insegna di una vera e propria “strategia della tensione” messa in atto dalla Juve che chiama alla mobilitazione (!) il popolo bianconero contro le “ingiustizie” del Palazzo e tiene in scacco la Federcalcio che abbozza e resta “appesa” alla richiesta di 444 milioni di danni del club torinese per la retrocessione in B. Le risposte morbide della Figc aiutano la Juve ad alzare ancora la voce. Non sarà un’annata facile. E’ sceso in campo anche Carrera!

Il Napoli debutta a Palermo come quattro anni fa, 2-1 per i rosanero che avevano Cavani nelle loro file e segnò uno dei due gol, di Miccoli su rigore il raddoppio, zampino di Hamsik nel risultato. Il Palermo, nel decimo anno della presidenza Zamparini, si è rinnovato molto, lasciando andar via anno dopo anno Amauri, Cavani, Pastore, ora Balzaretti, la freccia bionda sull’out sinistro. E’ una formazione giovane che deve consolidarsi e ha un nuovo allenatore, il campano Sannino, eccellente. L’anno scorso, il “Barbera” è stata a lungo la fortezza rosanero. Il caloroso pubblico siciliano è un’arma in più. Difesa solida col kosovaro Ujkani in porta. Linea di difesa a tre con gli argentini Monoz e Cetto esterni, in mezzo lo svizzero Von Bergen. Centrocampo a cinque, “a specchio” col Napoli, con Brienza, voluto espressamente da Sannino, Donati in regia, richiesto ancora da molte squadre, e giocatori agili come Pisano e Barreto, a sinistra l’argentino Bertolo. Due gioielli in attacco, l’eterno Miccoli, capace di colpi da biliardo, e Abel Hernandez, 22 anni, uruguayano, che non ha espresso ancora tutto il suo potenziale.

Pandev, Dossena e Zuniga mancheranno a Mazzarri che, invece, potrà andare in panchina (squalifica commutata in una multa). Largo a Insigne in coppia con Cavani, l’esperimento più interessante. Partito Gargano, sarà Behrami con altro stile il più pugnace a centrocampo. In alternativa c’è Dzemaili per accrescere le chances offensive. Quinto a sinistra Aronica a sostegno della fase difensiva con la conferma di Britos alle sue spalle. Sulla carta, e non solo, sembra il lato debole del Napoli. Inler è il regista davanti alla difesa dove si aspettava qualche inserimento di esperienza e personalità (il mercato è ancora aperto). Proprio Inler dovrebbe essere la “chiave” del nuovo gioco (3-5-1-1) se migliorerà il rendimento dell’anno scorso quando è rimasto “a metà strada”. A Insigne viene chiesto, e l’ha fatto, un grosso contributo nei rientri, ma sarebbe un errore condizionarlo troppo riducendone la “presenza” al limite dei sedici metri da dove scocca i suoi tiri-gol. Con Aronica sul suo lato, dovrebbe avere maggiore libertà a Palermo.

Il precampionato ha presentato un Napoli già in palla. La squadra gioca “a memoria”, complesso ben collaudato e spogliatoio compatto. L’obiettivo è la qualificazione per la prossima Champions. La prima partita si gioca sempre “al buio”. Difficile prevederne l’esito. Squadra da scoprire il Palermo. Squadra “che non può perdere”, il Napoli, perciò caricato di maggiore responsabilità. Sentirà di più la tensione. Di solito si comincia guardinghi, obiettivo primario non restare a secco. Ma Palermo e Napoli non “firmano” per il pareggio. Il Napoli neanche sa giocare per proteggere il risultato minimo se la gara si rivela contraria. Non è squadra che sappia “congelare” il gioco e la difesa ha i suoi problemi (soprattutto sulle “palle inattive”). Se il Palermo dovesse osare oltre la legittima prudenza dell’esordio, il Napoli potrebbe colpire con le ripartenze veloci, però ha un solo esterno di ruolo (Maggio).

Gli arbitri di porta e 12 rincalzi anziché 7 in panchina sono le novità della stagione. La non-novità è la conferma di Mazzoleni (Fiorentina-Udinese) dopo il disastro di Pechino. Juve regina se non sprizza più veleni. Rifondate la Roma e la Fiorentina. Ritoccati il Milan e l’Inter. Si cerca l’antagonista della Juve. Il Napoli sembra nel lotto delle concorrenti più considerate. Se non “regala” gol agli avversari e saprà come scardinare le difese delle medio-piccole che si chiudono a riccio può anche starci.

Fonte: Il Napolista.it

La Redazione

M.V.


La redazione di IamNaples.it

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