Storie dal Sud: Simone Russini, dalla bocciatura del Napoli alla Ternana

La Campania Felix è una fabbrica di talenti ma in molti vanno via, il Napoli, la squadra più prestigiosa della regione, ne ha visti andare via molti senza riuscire a fargli indossare la maglia azzurra: da Montella a Di Natale, da Immobile a Mirante, fino alle promesse di Genoa e Milan classe ’98 e ‘99 Matarese e Donnarumma e tanti altri. La missione di Gianluca Grava, responsabile del settore giovanile azzurro, è rimettere al centro del progetto la priorità dello scouting sul territorio per non farsi sfuggire i migliori talenti. Sabato scorso la Primavera di Saurini è stata inchiodata sull’1-1 dalla Ternana, trascinata da Simone Russini, autore dell’assist per il gol del pareggio di Battista. Ma chi è Simone Russini? Talento classe ’96 di Mugnano, in provincia di Napoli, alla terza stagione nel settore giovanile della Ternana. Russini è cresciuto alla scuola calcio “Amici di Mugnano” fino all’età di quindici anni, quando lo individua la Mariano Keller, una realtà del calcio giovanile che, attraverso la selezione dei talenti sul territorio, forma squadre competitive in tutte le categorie regionali. Alla Mariano Keller subisce una variazione al suo ruolo: da seconda punta del 4-4-2 ad esterno sinistro d’attacco nel 4-3-3 di Salvatore Buoncammino, ex calciatore che ha giocato in serie B con le maglie di Sambenedettese e Palermo. Giocatore dotato di grande estro, bravo sia nell’uno contro uno grazie ad un esplosivo cambio di passo nello scatto breve che nel ruolo di rifinitore, Russini sa produrre giocate illuminanti sia nello spazio stretto che sfruttando l’ampiezza di gioco, con il suo destro sa servire lanci preziosi per i compagni. Deve migliorare nell’utilizzo del piede debole e imparare a sacrificarsi di più in fase di non possesso senza sparire dal vivo del gioco. Parliamo di un ragazzo di ottime prospettive, l’ha dimostrato di esserlo nella stagione della Mariano Keller, dove ha giocato più volte anche sotto età negli Allievi Regionali, disputando proprio le finali con i ragazzi del ’95. Gli osservatori di vari club l’hanno seguito durante tutta la stagione, Russini fu convocato per un provino dal Napoli ma non convinse Dodo Sormani, coordinatore degli allenatori e guida tecnica della Primavera del Napoli a quei tempi.

La Ternana decide di puntare su di lui e lo aggrega al gruppo impegnato nel campionato Allievi Nazionali, con lui anche il centrocampista Antonio Palumbo, suo compagno di squadra sia alla scuola calcio “Amici di Mugnano” che alla Mariano Keller. Entrambi i ragazzi sono gestiti anche dallo stesso agente Fifa, Paolo Palermo.

Simone non perde tempo, sconfigge le difficoltà iniziali e a fine stagione risulta essere il miglior realizzatore della sua squadra con quattordici reti. La Juventus lo monitora e decide di prelevarlo in comproprietà con la Ternana, lasciandolo in Umbria per dargli la possibilità di giocare con continuità e crescere. La Juventus lo segue e si assicura un’opzione sul suo futuro, Simone si rende conto di essere apprezzato da un grande club ed è felicissimo anche perché è un tifoso bianconero.

Le sue qualità non sfuggono neanche a mister Domenico Toscano che lo convoca per il ritiro della prima squadra prima di iniziare la stagione con la Primavera, categoria in cui Russini conferma il valore del suo repertorio tecnico. Segna otto gol, sette in campionato e uno in Coppa Italia Primavera. Arriva anche la prima presenza in prima squadra, Toscano lo manda in campo per trentuno minuti nella gara contro il Lecce, valida per il secondo turno di Coppa Italia persa 4-2 dagli umbri. Per Russini si tratta di un momento importante, una svolta nell’approccio alla sua carriera da calciatore, la convinzione che non si tratta più di una semplice passione ma del sogno che può diventare realtà. Non è l’unico appuntamento con la prima squadra, c’è anche qualche minuto giocato in amichevole contro la Roma da custodire nell’album dei ricordi e delle emozioni: “guardavo gli avversari e pensavo che li avevo visti solo in tv finora, ora invece stavo giocando contro di loro”, ha rivelato Russini.

A fine stagione anche Tesser decide di dargli l’opportunità di misurarsi in un contesto più complicato, di svolgere la preparazione con la prima squadra. Tesser gioca con il 4-3-1-2, Simone fa un po’ fatica anche a calarsi in questo modulo ma l’allenatore lo incoraggia, lo aiuta ad inserirsi nel contesto della prima squadra. Tanti i colloqui tra i due e i consigli dati da Tesser a Russini: migliorare sulla fase difensiva e le consegne tattiche del trequartista nel sistema di gioco dell’attuale allenatore della Ternana. Qualche settimana fa con la prima squadra per poi tornare nella Primavera di Durante, con cui ha messo un segno già un gol nelle prime quattro partite, nella sconfitta contro il Catania. La squadra cerca di riprendersi dopo un inizio shock: tre sconfitte contro Catania, Frosinone e Livorno. Il punto di Napoli è il primo passo, il pareggio è nato dai piedi di Russini che prova a trascinare i suoi compagni. Una stagione in cui mettersi in mostra, a fine campionato Juventus e Ternana decideranno cosa fare, nel frattempo Simone lavora per migliorarsi e non arresta i suoi sogni.

Fonte: Ciro Troise per LaGiovaneItalia.net

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