Svolta a San Siro con il mix di erba e sintetico

Cinque rizollature l’anno al costo di un milione di euro, un manto erboso che ha suscitato critiche continue in un contesto, quello Champions, nel quale Milan e Inter sono di casa. E le due milanesi hanno detto basta. Occorreva cambiare radicalmente, virare sul sintetico. Due i sistemi studiati, quello dell’olandese Desso e della lombarda Limonta. Obiettivo sistemare definitivamente San Siro, Milanello e Appiano Gentile. La Desso al costo di 350mila euro più l’intervento degli sponsor (totale stimato 700mila euro) ha brevettato un sistema per il quale i fili d’erba sintetica sono ancorati a 30 cm nel sottosuolo. Con la successiva semina il sintetico diventa l’armatura che rende più forte l’erba naturale. Si tratta cioè di un campo naturale. Se non cresce l’erba resta la sabbia.
In 30 giorni hanno risistemato il campo per permettere all’Inter di giocare il preliminare di Europa League. Altri stadi che si avvalgono di questa innovativa tecnologia sono Wembley, l’Emirates Stadium (casa dell’Arsenal), Upton Park (West Ham), Louis II (Monaco), Lerkendal (Rosenborg) e i campi di allenamento di Bayern e Real Madrid. I fattori tempo e diffusione hanno fatto prevalere la scelta delle due squadre milanesi rispetto al brevetto della lombarda Limonta più innovativo. Il sistema, in questo caso, prevede un terreno di gioco sintetico intasato con materiale organico inerte (cocco, cortecce di alberi, riso grezzo). Già questo consente al campo di essere catalogato Fifa 2 stelle, vale a dire il top (campo di Cesena). Con la semina di erba naturale il campo è denominato Live e diventa un misto naturale, lo stesso di Coverciano dove si allena la Nazionale. Nessuna sorpresa climatica: se non cresce l’erba resta il sintetico, se la crescita c’è tanto meglio. Costo del manto 900mila euro. A Milanello i campi sono in parte Desso e in parte Limonta. Il migliore potrebbe in futuro essere utilizzato anche per San Siro. Tempo di posa, quaranta giorni.
Una soluzione per qualsiasi stadio d’Italia, anche Napoli proprio perché il clima non incide sul rendimento. Il Napoli due anni fa per rifare campo, sottofondo e drenaggio spese intorno ai 350mila euro. Una manutenzione classica va dai cento ai centocinquantamila euro l’anno per una sola squadra, duecentomila se sul campo giocano due squadre. Il futuro passa anche dall’illuminazione. Per far crescere l’erba è necessario un impianto adeguato così come accade parzialmente all’Olimpico anche nella maggior parte degli stadi d’Europa.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

P.S.

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