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Vilas Boas: “A decidere è Abramovich”

Prima il Birmingham City, poi il Napoli. Nel momento più difficile dal suo arrivo allo Stamford Bridge André Villas-Boas invoca il sostegno di Roman Abramovich. Uno degli ultimi, se non proprio l’unico, a nutrire ancora fiducia nel lavoro del portoghese. Ma questa volta non sono i soliti spifferi dello spogliatoio a rivelare la solitudine dell’ex Porto. Ci ha pensato lo stesso tecnico ad ammettere che alcuni suoi giocatori non lo seguono come dovrebbero. Non proprio insubordinazione, nè tanto meno azioni di boicottaggio. Ma Villas-Boas sente che il suo progetto è destinato a convivere con lo scetticismo di alcuni senatori della squadra che dopo otto mesi dal suo arrivo non hanno ancora sposato interamente le nuove idee. Anzi preferiscono inviare sms di stima a José Mourinho che non abbracciare le novità introdotte dal 34enne portoghese.

POCA CONTINUITA’ – Anche così si spiega l’altalena di risultati dei blues, che nell’ultimo turno di Premier League sul campo dell’Everton sono inciampati nella sesta sconfitta stagionale. Lontanissimi dalla vetta – il Chelsea è in ritardo 17 punti dal primo posto del Manchester City – a Lampard e compagni non resta che la Champions League per dare un senso alla stagione. Ma prima della sfida coi partenopei, destinata a diventare il crocevia di un’intera annata, c’è da onorare l’impegno in Coppa d’Inghilterra. Che, considerata la situazione attuale, il Chelsea non può permettersi di snobbare. Due punti nelle ultime tre uscite in campionato, la vittoria allo Stamford Bridge manca dal 14 gennaio (Sunderland). «Ma non è vero che abbiamo litigato dopo Everton – le parole di Villas-Boas – . Il nostro obiettivo non cambia: cercare di salire più in alto possibile in classifica e vincere le due coppe. Per noi è dunque fondamentale vincere contro il Birmingham perché significherebbe accedere ai quarti di finale di Fa Cup» . L’eventuale eliminazione contro il Birmingham City, quinto in Championship, sarebbe il viatico peggiore in vista della gara del San Paolo. Oltrechè una mazzata dalle conseguenze imprevedibili nello spogliatoio. Che peraltro già ora non pare unitissimo dietro il tecnico. «Ma è normale avere dei disaccordi – ha aggiunto Villas-Boas – . Non devono necessariamente credere nel mio progetto, è il proprietario che ci deve credere. E penso che lui sia ancora convinto che il Chelsea possa migliorare seguendo le mie idee. Non mi sono mai sentito in discussione e questa è la cosa più importante» .
LE ALTRE – Tra le big della Premier, oggi l’Arsenal è di scena a Sunderland, mentre domani il Tottenham gioca sul campo dello Stevenage e il Liverpool attende la visita del Brighton. Già eliminate le due regine di Manchester, impegnate in settimana in Europa League. Ma la vittoria del City in casa del Porto è stata macchiata dagli insulti razzisti che parte della tifoseria portoghese ha indirizzato a Mario Balotelli e Yaya Tourè. Un comportamento che ha spinto i dirigenti dei citizens ad inoltrare alla Uefa una protesta ufficiale.
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
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