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Zeman: “Buffon doveva dire la verità”

Buffon onesto subito. Per la santità c’è tempo, ma a Coverciano, che sta al pallone come il Vaticano alla chiesa cattolica, gli allenatori italiani si schierano dalla parte del portiere della Nazionale. Tutti, tranne Zeman e Allegri, per ragioni diverse. Per il boemo perché un simbolo come lui deve dare l’esempio, per il livornese perché sostiene (come leggerete in un altro servizio) che il calcio consiglia un atteggiamento più guardingo. Dice Zeman: «Nel calcio italiano, ognuno difende il suo orticello, nessuno più è sincero. Quando la partita è finita, si può anche dire che la palla era entrata. Se fa questa dichiarazione, è solo onestà. E’ il capitano della Nazionale, dovrebbe dare l’esempio. Un po’ d’onestà fa sempre bene, tanto ormai il risultato non cambia, basta ammettere quello che è successo». 

 

ABETE E GLI ALTRI – Se per tutti gli altri tecnici non è difficile schierarsi dalla parte del capitano della Nazionale, per il presidente della Federcalcio è necessario trovare un appoggio su cui basare una specie di assoluzione. Abete spiega: «Dobbiamo tener presente che è una frase rilasciata subito a fine partita, con una forte intensità d’emozione. In passato c’era stato anche un disguido fra Buffon e un altro arbitro sulla storia del calcio d’angolo (si tratta di Peruzzo che, durante Juve-Siena, ha chiesto al portiere se aveva deviato la palla, Buffon gli ha risposto di no e lui ha deciso lo stesso per il calcio d’angolo, facendo arrabbiare il numero 1 della Juve, ndr) . Il valore di Gigi è riconosciuto in tutto il mondo».  Sulle parole “onestà“, “lealtà“, “correttezza”, termini assai impegnativi, si basa lo schieramento dei tecnici. Guidolin, per esempio: «Ammiro la persona Buffon, la sua frase mi è piaciuta, dimostra lealtà e sincerità». E anche Serse Cosmi: «Quando uno parla con quella sincerità, non oso mettere in dubbio le sue parole. Anch’io avrei detto le stesse cose». Beppe Sannino: «Durante la partita, un giocatore non può intervenire su una decisione dell’arbitro: se dice che non è gol, non è gol». Mazzarri: «La carriera e la serietà della persona spingono dalla parte di Buffon. Se ha detto così, va rispettato. E’ stato sincero». Infine Beretta: «E’ stato onesto a parlare in quel modo, poteva stare zitto e invece ha detto quello che pensava». Il calcio, quasi per intero, crede a Buffon.
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
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