Difesa, un reparto tra mille dubbi e l’irrisolta ossessione Maksimovic

La Coppa d'Africa che porterà via Ghoulam e Koulibaly, l'incertezza contrattuale di Albiol: quante incertezze sulla difesa

I numeri, i maledetti numeri, bisognerebbe imparare ad analizzarli, a considerarli il punto di partenza di qualsiasi riflessione. La classifica dello scorso campionato alla voce gol fatti e subiti parla chiaro: ha vinto lo scudetto la squadra che ha subito meno gol, Roma e Napoli, invece, al terzo e al secondo posto vantano un attacco più prolifico dei bianconeri ma hanno chiuso il campionato rispettivamente a undici e nove punti in meno della Juventus. In Italia la prima regola è non prenderle e la Juventus, campione d’Italia nelle ultime cinque stagioni, è riuscita a trionfare non oltrepassando mai la soglia dei 24 gol incassati.

Il Napoli ha ceduto alla sua principale antagonista Gonzalo Higuain, l’attaccante che ha realizzato il 45% delle reti messe a segno in campionato dagli azzurri ma con Milik, Gabbiadini, Callejon, Mertens, Insigne e Giaccherini ha il potenziale tecnico per provare a sopperire al gap creatosi nel reparto offensivo. Il gioco di Maurizio Sarri è la certezza, lo spartito che esalta i centravanti, bisognerebbe rafforzare la rosa con l’intento di imitare la Juventus. Non è necessario un bomber che faccia più di venticinque gol, bisogna cercare d’incassare meno reti possibili. Il lavoro sulla fase difensiva è sicuramente la costante da non abbandonare ma non basta, bisogna potenziare lo spessore di difesa e centrocampo rendendo così l’organico omogeneo in tutti i reparti.

La difesa è ricca di spine ed incertezze in vista della prossima stagione. Hysaj va verso il rinnovo che gli consentirà di raddoppiare l’ingaggio, passando dai 700mila euro percepiti con il contratto firmato un anno fa al 1,5 di partenza, cifra che poi s’arricchisce di bonus ed adeguamenti automatici fino alla scadenza dell’intesa. Le parti sono ai dettagli, l’albanese sembra essere l’unico spiraglio di serenità nel reparto difensivo.

Il primo nodo è proprio il vice Hysaj e complessivamente il settore degli esterni bassi. Maggio sembrava essere in uscita, soltanto 959 i minuti totalizzati dal terzino veneto in maglia azzurra nella scorsa stagione e, invece, sembra che sarà investito del ruolo d’alternativa all’ex Empoli. Da Vrsajiko alla permanenza di Maggio, sembra questo l’epilogo del mercato azzurro sulla fascia destra. Il profilo ricercato indicava le caratteristiche di un giocatore utilizzabile su entrambe le corsie in modo da poter colmare anche il vuoto che lascerà a gennaio Ghoulam a causa della Coppa D’Africa. Il più vicino a trasferirsi al Napoli è stato Santon che non ha convinto il Napoli dopo le visite mediche a causa delle condizioni del suo ginocchio destro. Nel mezzo delle lunghe giornate estive del calciomercato, i nomi sondati sono stati tanti: da Donati a Karsdorp, da Widmer a Mayke per un innesto che ormai non sembra essere più tra le priorità di De Laurentiis e Giuntoli.

La Coppa D’Africa priverà nel mese di gennaio il Napoli anche di Kalidou Koulibaly, un fattore da considerare nella programmazione della stagione considerando che il peso specifico del senegalese nella difesa azzurra è considerevole. Serve un difensore duttile, di passo rapido, esplosivo, con buona fisicità che possa rappresentare un’alternativa concreta a Koulibaly anche in virtù della querelle legata al contratto e alla sua permanenza al Napoli. Koulibaly guadagna 800 mila euro a stagione, ha chiesto 3 milioni al club azzurro, forte anche dell’offerta del Chelsea di 45 milioni di euro al Napoli e di 4 milioni a stagione riguardo all’ingaggio. Le dichiarazioni del giocatore all’Equipe e del suo agente a radio Crc hanno messo in mostra la distanza tra la posizione di chi cura gli interessi del calciatore e quella del Napoli. Cercare un punto di mediazione e adeguare il contratto di Koulibaly dovrebbe essere una priorità per valorizzare al massimo uno dei migliori giocatori in organico. L’altro punto fermo della difesa è Raul Albiol, anche lui espressione di uno stato d’incertezza contrattuale. Il difensore spagnolo ha un’intesa con il Napoli in scadenza nel 2017, è stato fortemente tentato dal rinnovo al Valencia che ha offerto 6 milioni di euro al club di De Laurentiis. Il patron del Napoli ha rifiutato le proposte del direttore sportivo Pitarch ribadendo che servono 15 milioni di euro per portare via Albiol, una cifra fuori mercato per far capire che non c’è alcuna volontà di far partire l’esperto difensore, anche al costo di tenerlo in scadenza di contratto e perderlo la prossima estate a parametro zero.

Il Napoli ha individuato da molto tempo il rinforzo con le caratteristiche adatte per puntellare la difesa: è Nikola Maksimovic, un’ossessione per il direttore sportivo Cristiano Giuntoli. Il Napoli è giunto anche ad offrire 23 milioni più 4 di bonus al Torino che continua a rifiutare qualsiasi proposta. Un grande club dovrebbe individuare più profili, avere uno scouting capace di offrire varie soluzioni, è assolutamente inaccettabile che il Napoli sbatta da un anno contro il muro posto da Cairo per arrivare ad un difensore d’ottime prospettive ma certamente non un top player su cui puntare a tutti i costi. L’ossessione Maksimovic rischia di complicare la situazione di un reparto che deve registrare anche i problemi di Tonelli, vittima di un’infiammazione al ginocchio destro e di vari problemi fisici che stanno condizionando la fase di preparazione alla stagione che presenterà al Napoli moltissimi impegni. I problemi dell’ex difensore dell’Empoli tengono bloccato a Napoli Sebastiano Luperto, difensore classe ’96 che può rientrare nei giocatori cresciuti nel vivaio in virtù dei parametri della riforma ma che ha bisogno di fare un’esperienza altrove in prestito (clicca qui per leggere la nostra esclusiva), dopo la scorsa stagione in cui ha sostenuto “l’apprendistato” nel Napoli di Sarri trovando pochissimo spazio. L’impegno più prestigioso della stagione è la Champions League, Sarri rischia di doverla gestire con una difesa afflitta da mille dubbi, in attesa di risolvere l’ossessione Maksimovic.

A cura di Ciro Troise

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