Missione ripartenza, la nuova sfida di Gattuso è coinvolgere tutta la rosa

Ringhio si pone il prossimo step per arrivare fino in fondo nella missione delle prossime quindici partite

Eduardo De Filippo è stato spesso un punto di riferimento durante le terribili settimane della pandemia. “Adda passà ‘a nuttata” è un punto di riferimento filosofico, che si è esteso anche oltre Napoli, per immaginare una prospettiva di liberazione prima dal lockdown e poi da questa fase ibrida, di convivenza con il virus, che ancora ingabbia la nostra libertà nella paura e nel rispetto delle regole anti-contagio. Vale anche per il calcio che vede la luce oltre il tunnel più buio ma che potrà riaffermarsi come gioia e passione popolare solo quando sarà possibile tornare negli stadi.

Forse in pieno luglio una parziale riapertura potrebbe essere consentita, sarebbe un primo passo importante. Un’accelerazione nel percorso verso la prossima stagione in cui, se la curva dei contagi lo consentirà, le gare a porte chiuse dovranno essere solo un triste ricordo.

Gli esami per Gattuso non finiscono mai

 

Il grande patrimonio culturale di Edoardo De Filippo torna anche in questa fase con un’altra citazione: gli esami non finiscono mai per tutti ma nel caso del Napoli soprattutto per Gattuso. Ringhio è arrivato l’11 dicembre scorso, ha trovato una squadra sbandata, stritolata dall’ammutinamento post Napoli-Salisburgo, dispersa in un progetto tattico che si era rivelato fallimentare, da ricostruire anche a livello atletico, annichilita dalla mancanza d’unità d’intenti tra De Laurentiis, Giuntoli e Ancelotti, spenta dal San Paolo diventato un deserto di passione per l’applicazione repressiva del regolamento d’uso dello stadio ristrutturato con le Universiadi.

Bisognava ritrovare pensiero, gamba, entusiasmo e allo stesso tempo riformare un’identità tattica prendendo spunto dalle conoscenze del passato. La storia è nota: il Napoli nelle prime sei partite batte solo Sassuolo e Perugia e incassa quattro sconfitte, dopo il ko con la Fiorentina ha solo otto punti di vantaggio sulla zona retrocessione.

L’acquisto di Demme, la crescita del lavoro, il rientro di Mertens e il ritorno del pubblico al San Paolo costruiscono la cornice della svolta, dopo il successo contro la Lazio in Coppa Italia arriva un filotto di segno opposto: sette vittorie in nove gare, il pareggio contro il Barcellona e l’unico incidente di percorso in casa contro il Lecce.

La nuova missione: coinvolgere tutti

 

L’emergenza coronavirus ha bloccato il Napoli sul più bello, per Gattuso ora c’è un’altra missione: coinvolgere tutti per lo sprint dell’estate nel pallone, che può dare forza anche ai sacrifici compiuti in passato. In caso di qualificazione alla finale di Coppa Italia, mancheranno quindici partite in attesa di capire poi cosa accadrà nella gara di ritorno contro il Barcellona.

Gattuso ha rilanciato il Napoli con i “titolarissimi”, si è affidato ad un blocco-base facendo ciclicamente dei cambi mirati. Quest’approccio stavolta non basterebbe, giocare ogni tre giorni, con il caldo e superando inizialmente l’assenza del ritmo-partita è un’attività complessa, ricca d’insidie. C’è bisogno di tutti, quindi, toccherà a Gattuso rispolverare Koulibaly soprattutto in virtù dell’infortunio di Manolas, rigenerare Ghoulam che non gioca dallo scorso 6 ottobre (Torino-Napoli 0-0), valorizzare Lobotka e Politano che ancora non hanno dimostrato tutto il loro potenziale, riportare in campo Malcuit, recuperare Lozano, trovare gli spazi giusti anche per Llorente, fare in modo che il mercato non disturbi il rendimento di Allan, Callejon e Milik.

Rinnovi, stipendi e multe: serve il supporto di De Laurentiis

 

Gattuso si concentrerà sul campo per realizzare questa missione, poi serve il supporto del presidente De Laurentiis che deve accelerare su tante questioni: ufficializzare gli accordi con Mertens e Zielinski, andare a fondo in quello per Maksimovic, risolvere la grana Milik in scadenza a giugno 2021. Tante situazioni individuali che s’incastrano in due vicende collettive: il nodo stipendi bloccati (congelati quelli di marzo e aprile in attesa di quello di maggio) e la liberatoria sull’azione civile che potrebbe colpire i calciatori in virtù dell’ammutinamento del 5 novembre scorso. Un’altra mossa positiva sarebbe legittimare Gattuso con il rinnovo del contratto fino al 2023, le parti ne hanno iniziato a parlare.


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