ESCLUSIVA- Tomasoni (all. Primavera Varese): “Non c’è un nuovo De Luca, ma abbiamo elementi interessanti”

Andiamo alla scoperta del Varese, prossimi avversari del Napoli alla "Viareggio Cup"

E’ in corso in Toscana la 64° edizione della Viareggio Cup, la vetrina più importante riguardo al calcio giovanile in Italia. Il Napoli ha iniziato con una sconfitta per 0-2 contro il Bruges, arrivata, però, al termine di una discreta prestazione. Domani può essere per gli azzurrini il giorno del riscatto, con la sfida in programma alle 15 ad Agliana (Pt) contro il Varese, anch’esso sconfitto alla prima, per 4-1 contro la Rappresentativa di Serie D. Andiamo alla scoperta dei prossimi avversari degli azzurrini con il tecnico della Primavera biancorossa, Paolo Tomasoni.

Mister, l’avventura della sua squadra alla “Viareggio Cup” è cominciata con una netta sconfitta. Come giudica la prestazione della sua compagine?

“La gara è stata condizionata dal forte vento, nel primo tempo eravamo anche controvento e siamo andati sotto di due gol. La partita così si è complicata molto, anche perché giocavamo contro un avversario molto valido e con un’età media superiore alla nostra. Noi, proprio come il Napoli, siamo tra le realtà più giovani del torneo”

 

Anche il Napoli ha cominciato con una sconfitta, contro il Bruges. Lei ha già avuto modo di vedere la compagine di Sormani? Qual è il suo giudizio tecnico in merito?

“Ho visto il Napoli una sola volta, in tv contro la Roma molto tempo fa. Il calcio, soprattutto quello giovanile, è in continuo mutamento, quindi, non me la sento di esprimere un giudizio in merito alla compagine di Sormani perché la conosco poco”

 

Nel girone B siete al quinto posto a 27 punti, in piena zona play-off. E’ soddisfatto del rendimento della sua compagine o credete di poter fare di più?

“Siamo abbastanza soddisfatti, considerando che abbiamo ringiovanito molto la squadra. Molti elementi sono andati via e sono arrivati dei nuovi, a formare un gruppo molto giovane e che spesso affronta compagini che hanno un’età media superiore. Stiamo facendo bene, speriamo di migliorare ancora”

 

Vicecampioni d’Italia, semifinalisti alla scorsa edizione della Viareggio Cup. Pur essendo una piazza di provincia, il Varese rappresenta un’importante realtà a livello giovanile. Qual è il segreto del vostro successo?

“Il settore giovanile è diverso dal mondo della prima squadra, quindi anche le differenze tra le società di provincia e le big hanno un significato diverso, non sono cristallizzate allo stesso modo. Il Varese cura molto la Primavera, il merito del successo è della società che costruisce il gruppo, principalmente del responsabile del settore giovanile Scapini e del ds Milanese”.

 

Si dice spesso che la mission della Primavera è portare giocatori in prima squadra. Nella scorsa stagione De Luca ha conquistato la ribalta nazionale e rappresenta un patrimonio per il Varese. C’è qualche nuovo “De Luca” nel gruppo da lei diretto?

“Un nuovo De Luca non c’è perché non abbiamo un attaccante con quelle caratteristiche. De Luca poi è un classe ’91, quindi era già vicino al salto in prima squadra. Quest’anno non abbiamo giocatori così pronti, però possiamo contare su dei ragazzi classe ’92 e ’93 molto interessanti, ma che devono ancora dimostrare di meritare il passaggio in prima squadra”

 

Nel campionato di Serie B in corso si sono messi in mostra molti giovani talenti. A che punto siamo in Italia riguardo alla considerazione dei prodotti dei nostri vivai?

“Sia per una questione economica che mediatica, i club avranno sempre di più nei prossimi anni giovani elementi in prima squadra. Il problema adesso è verificare quanti saranno i giovani pronti. Spesso si rischia di bruciarli, bisogna dargli il tempo di crescere”

 

Il passaggio dal calcio giovanile a quello professionistico è uno scoglio duro per tanti ragazzi. Cosa possono fare le società per aiutarli a superare con serenità questo step?

“Bisogna alzare il livello di qualità del gioco nei vivai, riguardo quest’aspetto la “Viareggio Cup” è non solo una grande vetrina, ma un’importante esperienza. Il confronto con le compagini straniere aiuta tantissimo nel processo di crescita ed è significativo soprattutto per club come il nostro, mentre le grandi squadre sono già abituate a competizioni internazionali”

 

A cura di Ciro Troise

 

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