La provocazione di Galliani: Porque…?

Le scaramucce dell'amministratore delegato del Milan: urge un bagno di umiltà

“… Per un mercoledì, da leoni …” Così celebrava, alcuni anni fa, un noto spot televisivo, le prestazioni europee delle società italiane. All’indomani della prestigiosa trasferta in terra inglese, che ha regalato a Napoli nuovamente, e dopo ben ventun’anni, le emozioni della più importante e prestigiosa manifestazione europea, non sono mancati alcuni commenti piccati che tentavano di sminuire il gran lavoro compiuto. Mentre l’Italia intera applaudiva il gran lavoro svolto da Mazzarri e i suoi ragazzi, e mentre i più titolati giornali inglesi celebravano il gran gioco evidenziato dal Napoli; c’era in Italia, chi non riusciva a mandar giù questi complimenti. Stiamo parlando dell’amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, ex presidente di Lega e uomo dotato di intelligenza ed esperienza internazionale. In passato affermò che un allenatore della Nazionale non doveva esprimere preferenze per alcuna squadra ma restare neutrale; ignorando il vero messaggio di fondo, che esprimeva semplicemente una preferenza per il gioco mostrato dal Napoli. Le dichiarazioni di ieri sono piovute giù quasi gratuitamente: “Non capisco perché il risultato del Napoli sia più importante del nostro, anche noi abbiamo pareggiato; non ho temuto Messi non vedo perché dovrei temere il Napoli”. Sono due i quesiti che l’a.d. milanese ha sollevato e proviamo a rispondergli.
il Milan ha pareggiato contro il Barcellona disputando un intero match in difesa: le uniche due volte in cui il Milan è uscito fuori dalla propria area ha siglato due gol; su 90′ il Milan ne avrà giocati 80′ in difesa resistendo agli assalti di quell’invincibile armada, che ad Agosto consegnò al Napoli una “manita” che si stampò sui volti di tutti i ragazzi che da li hanno meditato e fatto fruttare l’errore. Il Napoli contro il Manchester City ha disputato un match diverso: era uno scontro tra Davide e Golia, combattuto ad armi impari considerando il dislivello tecnico di ogni reparto; a questo aggiungiamoci  che le forze economiche sono imparagonabili, potendo contare il City, su un budget quasi illimitato. Mazzarri ha mantenuto le promesse, dichiarando che il Napoli si sarebbe giocato la partita e così è stato: rispetto per tutti, ma paura per nessuno, è il motto che i giocatori hanno coniato mutuandolo dal gergo dei propri sostenitori; una gara disputata con estrema intelligenza, tenendo testa alla forza d’urto dirompente della corazzata inglese e non sdegnando qualche sortita offensiva. Qui non si fanno paragoni, ma non si capisce il perché di certe dichiarazioni. Perché se ad un programma televisivo, di dichiarata fede lombarda, al gol di Cavani abbiano applaudito tutti: da Crudeli a Corno, giornalisti tifosissimi di Milan ed Inter, debbano seguire dichiarazioni così poco orecchiabili da un uomo che oltre ad essere presidente di Lega, e lo ripeto, dovrebbe appoggiare il lavoro europeo delle italiane? Dimentichiamo forse che l’Italia ha perso il 4°posto utile alla partecipazione in Champions, e invece di apprezzare il risultato ottenuto, vengono fuori gelosie inutili? Il Napoli ha disputato una partita misurata con la giusta umiltà che si deve nei confronti dei potenti, ma l’ha giocata bene; il Milan contro il Barcellona ha giocato o non giocato rispetto al proprio potenziale? Sarà stato forse questo che è balzato agli occhi dell’opinione pubblica. L’altra dichiarazione del buon Adriano, afferma di non aver temuto Messi, pertanto non temerà il Napoli. Per carità! Guai a temerci, correremmo il rischio di perdere l’incontro! Messi non è una squadra, è u calciatore che unito al contesto giusto fa cose strabilianti; così come Lavezzi o il “Mister x” tanto desiderato e poi non acquistato, fanno parte di una squadra e i meccanismi funzionano solo se ben oliati. “mi sembra eccessivo parlare già di sfida scudetto alla terza giornata“. Sacrosanta verità, ma si noterà ancora come il Napoli abbia tenuto un profilo basso, in Champions e in campionato, non reclamando nulla o sponsorizzando alcuna prestazione encomiabile: qui si è abituati a lavorare alacremente ogni giorno poichè nessuno ha mai regalato nulla, quel che verrà ci prenderemo. Fortunatamente le soddisfazioni non tardano ad arrivare se si considera che un programma campanilistico come lo è Diretta Stadio, evidenziava la prestazione del Napoli criticando aspramente l’Inter. È questo quello che serve al calcio italiano, un profondo bagno d’ umiltà che consegni delle nuove gerarchie: il blasone conterà moltissimo nello stilare determinate classifiche, ma conterà molto anche l’apporti di nuove esigenze, di nuovi famelici contendenti. Non si sentano minacciati i grandi club, poiché il Napoli ne ha ancora molta di strada da fare e percorrere: vie anguste e pericolose che cercheranno di interrompere il percorso di crescita, ma la maturità a questo servirà; a restare umili e consapevoli che il lavoro e le idee prima o poi pagheranno. Italia intera, almeno in Europa cerchiamo di essere uniti: fingiamo di andare d’accordo, poiché una guerra “fratricida” non potrà che giocare a sfavore di noi stessi, ormai il nostro campionato è declassato rispetto alla Liga o alla Premier. Non gridiamo al vittimismo, stavolta davvero ridiamo a fronte di queste dichiarazioni, ma una domanda sorge spontanea e difficilmente troverà risposta: Perchè? Why? Porque? Semplici provocazioni? Grande capacità da dirigente di tenere alta la tensione dei propri giocatori? Paura! Ma no … Non può essere paura … Non ha avuto paura di Messi …

Servizio a cura di Francesco Gambardella

Tufano
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Pizzalo Pozzuoli

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