Sarri: “L’urlo The Champions è un tatuaggio, resta sulla pelle. L’abbraccio di Insigne a Mertens il momento più bello”

Sarri: “L’urlo The Champions è un tatuaggio, resta sulla pelle. L’abbraccio di Insigne a Mertens il momento più bello”

L’allenatore del Napoli Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa nel post-partita di Napoli-Benfica. Ecco quanto sottolineato da IamNaples.it:

“Abbiamo dimostrato che in questa competizione ci possiamo stare, ci rimane un pizzico di rammarico perchè abbiamo trovato il modo di rianimare l’avversario una volta che era ko. Ciò ci lascia un minimo d’amaro in bocca ma è una bella lezione perchè penso che i ragazzi abbiano capito che a questi livelli non si può mollare mai. Il momento più bello della partita è un dettaglio, cioè quando Insigne ha fatto cinquanta metri di campo per andare ad abbracciare Insigne dopo il gol su punizione. Maksimovic? Ha dimostrato che aveva ragione Giuntoli ad insistere nel prenderlo, ha anticipato di tre giorni il suo esordio perchè pensavamo di farlo debuttare domenica a Bergamo. E’ una squadra che deve ancora crescere, era una partita che bisognava mettere in ghiaccio gestendo il pallone, se si trattava di una sfida ad eliminazione diretta avremmo creato un bel casino. A livello emozionale la prima partita di Champions è stata questa, a Kiev le sensazioni erano diverse, lo stadio ci ha dato una grandissima mano.Coinvolgente, con una parola sola è difficile spiegare le sensazioni, è un tatuaggio, qualcosa che ti tocca, ti rimane nell’animo, nella pelle. Abbiamo avuto qualche problema nel primo quarto d’ora ad andare a prenderli alti, poi piano piano siamo migliorati in quest’aspetto e nei primi venti minuti del secondo tempo loro facevano grande fatica ad uscire dalle retrovie e quello è stato il momento più bello della partita. Non abbiamo avuto un problema difensivo, non abbiamo preso gol per una reazione veemente degli avversari ma per una palla persa in fase di possesso, è stato un problema di leggerezza nel ritenere la partita già vinta. Diawara può essere utile se gli avversari ci chiudono nella nostra metà campo. Mentalmente non venivamo da un periodo difficile, duro, pieno di sconfitte, è solo una conferma delle nostre potenzialità. E’ importante che l’entusiasmo non sconfini in altro, dal punto di vista positivo o negativo. Per il campionato materialmente non ci da nulla, ora bisogna capire che c’è la vita di tutti i giorni, che dopo aver battuto il Benfica bisogna andare a giocare a Bergamo con la stessa intensità. Giaccherini? E’ un ragazzo che conosciamo, un giocatore forte, è stato fermato da un problema fisico, in futuro sarà molto importante”

Dal nostro inviato al San Paolo Ciro Troise


Ha conseguito con lode la Laurea Magistrale in “Televisione, Cinema e New Media” presso l’Università IULM di Milano, dopo il percorso triennale di studi concluso con la lode a Napoli al Corso di Laurea “Culture Digitali e delle Comunicazioni” all’Università Federico II. Editorialista de “Il Corriere del Pallone”, è giornalista pubblicista da Gennaio 2010. Lavora nell’Ufficio Comunicazione di Reach Italia Onlus.

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