Genoa-Napoli, l’analisi tattica: rossoblù letali in ripartenza, i cambi di Ancelotti sono decisivi. Ultima mezz’ora vincente, ma surreale

Sul goal di Kouamé, la marcatura di Hysaj risulta tutt'altro che impeccabile

VERSO LA GARA – Allo stadio “Luigi Ferraris”, il Napoli affronta i padroni di casa del Genoa nell’ambito della dodicesima giornata del Campionato di Serie A: dopo la buona prestazione casalinga con il PSG, Ancelotti conferma buona parte dei titolari che hanno giocato in Champions League, schierando Albiol e Koulibaly al centro della difesa, con Hysaj e Mario Rui rispettivamente terzini a destra e a sinistra. Il tecnico azzurro affida nuovamente la regia a capitan Hamsik, che verrà affiancato da Allan, con Callejon e Zielinski esterni di centrocampo (il calciatore polacco fa dunque rifiatare Fabian). In attacco, sarà Milik il partner di Insigne, con Mertens che parte dalla panchina – anche a causa del problema alla spalla accusato nel corso di Napoli-PSG. Juric, tecnico del Genoa, imposta un 3-5-2 che vede Biraschi, Romero e il napoletano Criscito al centro della difesa, con Veloso in cabina di regia, Hiljemark interno di centrocampo al suo fianco e Bessa e Lazovic sulle corsie laterali; infine Kouamè affiancherà in attacco Piatek, attaccante polacco che è stato accostato anche al Napoli nelle ultime settimane.

LE CHIAVI DEL MATCH – Il Napoli scende in campo con convinzione e inizia discretamente la gara, colpendo anche un palo con Insigne e collezionando varie occasioni da goal; d’altra parte, i padroni di casa ripartono in velocità con troppa facilità, sfruttando i non pochi errori del Napoli in fase di impostazione. Inoltre, i rossoblù attuano un pressing alto per cercare di impedire al Napoli di costruire l’azione dal basso. I padroni di casa si portano in vantaggio al 20’ con Kouamé, che viene servito in area di rigore da Romulo con uno splendido cross e batte Ospina con un colpo di testa: in questa occasione, la marcatura di Hysaj non è affatto impeccabile. Nel Napoli, Zielinski – a dispetto della posizione da esterno di sinistra – si accentra spesso per dialogare con Insigne, essere più vicino alla porta e anche la fascia per gli inserimenti di Mario Rui; questo consente però al Genoa di spingere molto sulla fascia lasciata scoperta dal polacco e diventare letale in ripartenza. Il primo tempo si chiude con un Napoli nervoso a causa dello svantaggio che cerca di mettere in mostra il proprio potenziale offensivo, ma senza riuscire a concretizzare e soffrendo troppo i rapidi contropiedi rossoblù: in particolare, è il classe ’97 Kouamè a mettere in difficoltà i difensori azzurri con le sue accelerazioni e i suoi dribbling. A inizio ripresa, Ancelotti inserisce Mertens e Fabian al posto di Milik e Zielinski per cercare di ravvivare la sua squadra. Il cambio si dimostra efficace fin da subito, col belga che si dimostra più pericoloso di Milik in fase offensiva e con Fabian che fornisce equilibrio e qualità agli azzurri. Al 58’ Juric inserisce Omeonga al posto di Veloso. Subito dopo il cambio effettuato dal tecnico del Genoa, la gara viene momentaneamente interrotta a causa del maltempo, che ha reso impraticabile il campo; quando la partita ricomincia, il terreno di gioco mette comunque a dura prova la fruibilità del match e la sua stessa efficacia. Nell’ultima mezz’ora diventa pertanto difficile parlare di tattica. Al 62’ il Napoli riacciuffa il pareggio con Fabian Ruiz, che viene servito in area da Mertens di tacco e batte Radu con una conclusione di mancino. Al 78, Juric inserisce Mazzitelli al posto di Hiljemark, mentre nel Napoli entra Malcuit al posto di Hysaj. Nonostante le inevitabili difficoltà delle due squadre in campo, il Napoli continua a spingere maldestramente sull’acceleratore a all’87’ la sua tenacia viene premiata: gli azzurri ribaltano il risultato grazie a un’autorete in mischia di Biraschi. Dopo il goal, Juric spende l’ultimo cambio a sua disposizione per inserire l’ex Pandev al posto di Romulo e tentare il tutto per tutto nel finale: il Napoli però riesce a “controllare” il risultato (se davvero si può usare questa parola) fino al triplice fischio finale.


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