Napoli-PSG, l’analisi tattica: ospiti sempre insidiosi in fase offensiva, ma sprint straordinario degli azzurri nella ripresa

Napoli-PSG, l’analisi tattica: ospiti sempre insidiosi in fase offensiva, ma sprint straordinario degli azzurri nella ripresa

VERSO LA GARA – Al San Paolo, i padroni di casa del Napoli affrontano il PSG nell’ambito della quarta giornata del girone C di Champions League. Ancelotti, tecnico degli azzurri, conferma la “difesa europea” con Maksimovic e Mario Rui rispettivamente terzini di destra e di sinistra e la coppia Albiol-Koulibaly al centro della difesa; capitan Hamsik e Allan ricopriranno il ruolo di interni di centrocampo, mentre Fabian e Callejon giocheranno come esterni (rispettivamente sinistra e a destra). Infine, Ancelotti schiera in attacco dal 1’ Mertens a fianco ad Insigne. Tuchel, tecnico dei parigini, imposta un 3-4-3 che vede l’ex bianconero Buffon tra i pali, Kehrer (e dunque non Kimpembe) Thiago Silva e Marquinhos al centro della difesa, con Verratti in cabina di regia, Draxler (e non Rabiot) ad affiancarlo, e Meunier e Bernat sulle fasce; infine, il temibile tridente composto da Di Maria, Neymar e Mbappé nel ruolo di prima punta, con l’ex azzurro Cavani che parte dalla panchina.

 LE CHIAVI DEL MATCH – L’inizio della gara è caratterizzato da una discreta fase di studio tra le due squadre, anche dovuta alla grande qualità in campo e al possesso palla che contraddistingue entrambe le formazioni; il PSG, in particolare, può sfoggiare un tridente offensivo straordinario e può inoltre contare su due calciatori dotati di grande tecnica nel ruolo di interni di centrocampo come Verratti e Draxler. I parigini attuano un pressing altissimo in fase di non possesso per cercare di ostacolare i difensori azzurri, che spesso cercano di impostare l’azione da dietro. La squadra di Tuchel dimostra in molte occasioni di essere a dir poco insidiosa quando gestisce il pallone e sfrutta le accelerazioni dei suoi attaccanti: Neymar e Mbappé non danno punti di riferimento e talvolta si scambiano di ruolo, mettendo in seria difficoltà i difensori azzurri con i loro dribbling e la loro rapidità. Allo scadere del primo tempo, Bernat viene servito in area da Mbappé e deposita il pallone in rete: nonostante la grande giocata dell’attaccante francese, la difesa azzurra dimostra di non essere propriamente efficace, consentendo al Bernat di inserirsi senza palla con eccessiva facilità. Partenza sprint del Napoli a inizio ripresa per cercare di dimenticare il goal del vantaggio del PSG: gli azzurri collezionano numerosissime occasioni nei primi dieci minuti del secondo tempo, ma la sfortuna e le parate di Buffon impediscono agli azzurri di portarsi sull’1-1. Al 61’ l’arbitro Kuipers assegna un calcio di rigore al Napoli per fallo in area di Thiago Silva su Callejon: Insigne dagli undici metri non sbaglia – anche se Buffon aveva intuito la traettoria – e riacciuffa il pareggio per gli azzurri. Al 70’ Ancelotti manda in campo Zielinski al posto di Fabian, che va a posizionarsi sull’out di sinistra proprio come lo spagnolo; nel PSG Tuchel sostituisce Meunier con Kimpembe, con Kehrer che va dunque a giocare in posizione più defilata in un 4-3-3 dal baricentro molto basso. Successivamente, Ancelotti inserisce Hysaj al posto di Maksimovic, mentre nel PSG Cavani va a rilevare Di Maria, con Mbappé che si sposta e lascia il centro dell’area di rigore al Matador. All’82’ Ancelotti è costretto a spendere l’ultimo cambio a sua disposizione per sostituire l’infortunato Mertens con Ounas. Nei minuti di recupero, Tuchel prova ad alzare il baricentro della propria squadra per cercare l’arrembaggio finale come nel primo tempo, inserendo Choupo-Moting al posto di Kehrer, ma la gara termina sul risultato di 1-1.

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