Analisi Tattica Napoli Calcio

Napoli-Spezia, l’analisi tattica: circolazione di palla fluida e netta superiorità azzurra. Lo Spezia si rivitalizza dopo il pareggio

Il Napoli è reo di aver concesso troppo spazio agli avversari sulla ripartenza che ha portato al goal del pareggio

VERSO LA GARA – Questa sera, il Napoli di Sarri affronta in casa lo Spezia nell’ambito degli ottavi di finale di Coppa Italia: dopo aver conquistato i tre punti al ’95 sabato sera contro la Sampdoria, il tecnico toscano –che non siederà in panchina a causa della squalifica – attua un massiccio turnover, schierando Rafael tra i pali, confermando Strinic a sinistra – con Maggio che invece farà rifiatare Hysaj sulla corsia destra – e riproponendo Maksimovic al centro della difesa (l’ex granata sarà affiancato da Albiol); inoltre, Sarri si affida alla freschezza di un centrocampo formato da Zielinski, Diawara e Rog. In attacco, il tridente del Napoli vedrà Giaccherini (che sostituisce Mertens) ed Insigne a supporto di Gabbiadini, che torna così titolare dal primo minuto (con il neoacquisto Pavoletti che potrebbe subentrare a partita in corso). Di Carlo, tecnico dello Spezia, imposta un 3-4-1-2 con Piccolo – che agirà da trequartista – alle spalle del tandem offensivo composto da Baez (classe ’95) e Piu (classe ’96).

 

LE CHIAVI DEL MATCH – Il Napoli parte forte fin dal fischio di inizio, trovando il goal del vantaggio già alla prima azione con Zielinski: servito in mezzo al campo da Insigne, il centrocampista polacco si inserisce di prepotenza in area di rigore – anche grazie alla fievole opposizione degli avversari – e, col destro, trova la conclusione vincente. Dopo il goal, i padroni di casa sfruttano la circolazione di palla continuata con maestria per controllare il risultato e contemporaneamente per provare ad incrementare ulteriormente lo score grazie alla verticalizzazione fulminea; i ragazzi di Di Carlo non sembrano in grado di arginare la manovra azzurra, anche perché non c’è compattezza tra i reparti e, dunque, il Napoli può sfruttare gli spazi a suo favore. Al 35’, una ripartenza dello Spezia, un tiro di Piccolo viene maldestramente deviato da Albiol e spiazza Rafael, consentendo agli ospiti di riacciuffare il pareggio; in questa circostanza, il Napoli è reo di aver concesso troppo spazio allo Spezia, che ha così avuto modo di ripartire indisturbato. Dopo il goal, gli aquilotti cominciano a proiettarsi maggiormente nella metà campo avversaria e pressano maggiormente il portatore di palla azzurro: il primo tempo si chiude con un Napoli piuttosto in difficoltà a causa del crescente dinamismo dello Spezia, che con il goal del pareggio ha ritrovato verve e fiducia. Ad inizio ripresa, lo Spezia continua a spingere sull’acceleratore, ma è il Napoli a riportarsi in vantaggio al ’56 con Giaccherini, che viene servito in area da Insigne e, di destro, trova uno splendido tiro al volo a incrociare. Dopo appena due minuti, il Napoli cala il tris con Gabbiadini: l’attaccante bergamasco sfrutta una splendida penetrazione in area di rigore di Rog e, da distanza ravvicinata, insacca il pallone in rete di petto su suggerimento dello stesso centrocampista croato. Al 60’, Callejon va a rilevare Insigne; dall’altra parte, Di Carlo passa al 4-3-1-2 e manda in campo Granoche e Pulzetti al posto di Ceccaroni e Piccolo. Successivamente, il tecnico degli aquilotti inserisce Mastinu al posto di Baez per dare freschezza al reparto offensivo, mentre Calzona – vice di Sarri – manda in campo Pavoletti ed Hysaj al posto di Gabbiadini e Strinic: il terzino albanese va a posizionarsi proprio a sinistra, con Maggio che continua ad agire sulla fascia destra. Nonostante il doppio svantaggio, lo Spezia continua a destreggiarsi con convinzione, ma il Napoli controlla il match senza eccessivi problemi, riuscendo così a qualificarsi ai quarti di finale di Coppa Italia, dove affronterà la vincente tra Fiorentina e Chievo.

 

A cura di Mariano Menna

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