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[VIDEO] Nocerino provoca Aronica; il retroscena che cambia la storia

Il 5 Febbraio del 2012 si gioca Milan Napoli; partita che delude molto per il poco spettacolo offerto dalle compagini, ma che risalta alla cronaca per i parapiglia scatenatosi pochi minuti dopo l’inizio del secondo tempo: Ibrahimovic espulso per uno schiaffo ad Aronica, lo stesso che prende per il collo Nocerino. Il giudice sportivo decide di infliggere allo svedese 3 giornate di squalifica; ed Aronica? “Dovrebbe essere squalificato anche lui per la reazione.” È quello che chiedono a gran voce opinionisti e giornalisti italiani; in primis Sandro Sabatini di Sky che mostra in diretta un “tweet” mandatogli da un tifoso: il collega ringrazia ed evidenzia con cerchio nero il “reale colpevole”, colui che avrebbe provocato Ibra e colpito Nocerino, indovinate chi? Si proprio lui, Totò Aronica.
La storia è curiosa e vuole che proprio lunedì 13 Febbraio, si giocasse Napoli – Chievo e durante il primo tempo, capitassero due situazioni spiacevoli: Dramè del Chievo, interviene con il braccio largo su Zuniga colpendolo al volto; fa lo stesso Aronica su Paloschi sul finire della prima frazione di gara. L’arbitro ritiene entrambi gli interventi involontari, ma cosa fa la critica, se non concentrarsi esclusivamente sulla manata di Aronica, chiedendo, insistentemente, la prova tv?
Proviamo ad analizzare la situazione: premesso che Aronica, in Napoli – Chievo, andava espulso, e come lui lo stesso terzino francese clivense, ciò che stupisce è la “sostanziale” disparità di trattamento ricevuto dal difensore de Napoli. È curioso che sia proprio Sky a mostrare, nelle immagini immediate al post partita, come Aronica tenga Nocerino, salvo poi mostrare un video, andato in onda per un limitato lasso di tempo, in cui si vede come il “lucchetto palermitani”venga provocato dallo stesso Nocerino: nel video, che vi presentiamo a margine dell’articolo, si vede chiaramente, come il centrocampista napoletano colpisca due volte il difensore azzurro, che non reagisce alla provocazione durante lo svolgimento di gioco, ma solo dopo il fischio dell’arbitro risponde per le rime al collega! Fortuna che esiste il web, e fortuna che la verità sia sempre e solamente unica, basterebbe non stravolgerla: basterebbe essere coerenti e non cercare, ogni volta, il perché di un gesto violento; quindi non psicanalizzare le reazioni dei fuoriclasse, o presunti tale; nella fattispecie lo svedese ci ha abituato a numerosi colpi di testa, secondi forse alle sole Balotellate”. Perché allora additare “chi non ha santi in paradiso”? Potremmo essere tacciati di populismo, ma prontamente abbiamo scritto che il colpo all’attaccante del Chievo andava sanzionato, come minimo col rosso diretto; pertanto l’accusa cadrebbe, ma non la nostra “obiezione”: perché non c’è uguaglianza di trattamento nelle rubriche sportive, dove prevalgono numerosi luoghi comuni che punzecchiano come “zanzare”l’immagine del club azzurro? Nessuno, se non il presidente del Siena, si è indignato delle parole del direttore generale juventino Marotta, che chiedeva agli arbitri italiani “più rispetto perché siamo la Juventus”: dichiarazioni che scadono nel ridicolo, e a costo di esser tacciati di “lesa maestà” nei confronti della “signora bianconera”, chiediamo uniformità di giudizio! L’informazione deve commentare oggettivamente quello che accade, e farlo in tutta serenità; i media devono analizzare senza fronzoli ed in piena serenità.
Nei palazzi di giustizia e nei rispettivi organi procedurali, è scritto a caratteri cubitali “ LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”; ciò che chiediamo è proprio questo, che venga riservato a tutti, lo stesso trattamento nei rotocalchi sportivi… o forse nel calcio non è così?

A cura di Francesco Gambardella

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