La preoccupazione maggiore per Ficcadenti è la pressione dell’ambiente. «Mi sono reso conto soltanto in questi giorni, ascoltando i discorsi dei giocatori e dei tifosi, di quanto sia sentito l’appuntamento con il Napoli. Ecco, noi dovremo cercare di essere lucidi e concentrati in campo», dice l’ex tecnico del Cesena. Salvati i romagnoli nella scorsa stagione, si era concesso una breve vacanza. Fino alla telefonata di Cellino, arrivata a Ferragosto, quando si incrinò il rapporto tra il presidente e Donadoni, probabilmente anche per questioni di mercato. «Servirà una grande determinazione per affrontare il Napoli. Il loro punto di forza? Toglierei i tre attaccanti, davanti la squadra di Mazzarri è formidabile. Resta fuori Hamsik? Cambia poco, in quel gruppo ci sono tanti buoni giocatori. Sono bravi, quelli del Napoli: non concedono spazi e approfittano del minimo errore».
Ficcadenti si presenta al confronto con il tecnico che lo ha battuto due volte quand’era alla guida del Cesena in una migliore situazione di classifica: un punto in più per il Cagliari, che oggi potrà contare sul supporto di venticinquemila tifosi. Tutti al Sant’Elia per tentare il colpo contro il Napoli, quello riuscito per l’ultima volta nel 2009, quando sulla panchina azzurra c’era Donadoni e su quella rossoblu Allegri.
«Discorsi per i giocatori? Le motivazioni arrivano da sole in partite come questa»,
evidenzia Ficcadenti, che potrebbe inserire Nenè al posto di Larrivey.
«Non penso ad avversari affaticati dopo l’impegno in Champions League: il Napoli è sempre in grado di offrire prove importanti, noi dovremo cercare di migliorare dopo il pareggio contro il Siena».
Il turn-over ci sarà, anche se non massiccio come quello sul campo del Chievo: Mazzarri cambiò sette giocatori a Verona.
«Non credo che ripeterà la mossa»,
sorride Ficcadenti: andò male al Napoli. L’allenatore vorrebbe far sognare il Cagliari, che da tempo non respirava aria d’alta classifica.
«Ma io sono concentrato sul campo, altri discorsi non mi interessano».
Prova ad isolare la squadra in una domenica molto sentita. Tanti tifosi si sono recati in questi giorni all’ingresso del centro sportivo dedicato al padre del presidente, a pochi chilometri dall’aeroporto di Elmas, per incoraggiare i giocatori: battere il Napoli qui sembra quasi una questione d’onore.
La Redazione
A.S.
Fonte: Il Mattino
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