ANTEPRIMA – Merkur.de, Flick: “Il Napoli è l’avversario più difficile per il Bayern”

L’allenatore in seconda della nazionale tedesca Hans Dieter Flick mette in guardia il Bayern contro gli italiani e si ricorda, in questa intervista al Merkur, tradotta per intero per Iamnaples.it, del suo duello con Maradona nel 1989:

Le strade di Bayern e Napoli si sono incrociate l’ultima volta nel 1989. Nella semifinale di Coppa Uefa i bavaresi rimediarono uno 0-2 all’andata ed un 2-2 al ritorno all’Olympiastadion. Allora fu della partita l’attuale allenatore in seconda della nazionale tedesca: Hans Dieter Flick. A lui a Napoli spettò il compito più duro: marcare Diego Maradona. Ecco quello che ricorda:

Sig. Flick,  l’Aida agli altoparlanti dello stadio, lanciati razzi colorati, 80.000 tifosi smaniosi all’arrivo del Bus del Bayern bloccato nel traffico – ma la partita a Napoli allora è stata davvero una delle più emozionanti della sua carriera?

Allora, dell’ingorgo del traffico non è che mi ricordi molto – all’epoca come giocatore ero troppo concentrato sulla partita. Ma l’atmosfera intorno alla gara era davvero speciale. Mi ricordo ancora adesso che abbiamo potuto godere di una bellissima vista sul mare nel nostro albergo e lì abbiamo lavorato concentratissimi. E per noi fu un duello con delle autentiche star del calcio mondiale: Diego Maradona, Careca, Carnevale, ecc. Allo stadio allora c’era un lungo corridoio prima di accedere alle scalette del terreno di gioco. Lì, sul lato sinistro si sono riscaldate  le star del Napoli. Mi ricordo ancora di come Maradona trattava la palla, era un riscaldamento completamente diverso dal normale. E mi ricordo anche molto volentieri di quella partita, soprattutto un ricordo di allora, fino ad oggi…

Lei parla di quella ferita lacero-contusa di 4 centimetri che ha riportato in uno scontro di gioco con Careca…

Era Carnevale. Ed è successo in un duello in corsa, lui aveva allargato i gomiti e mi ha colpito alla guancia sinistra. In un primo momento pensai che mi si fosse rotto lo zigomo.  La ferita dovette essere medicata oltre la linea dell’out, poi passò tutto.

E non pensò ad una sostituzione?  

Assolutamente no. Dal nostro medico Hans-Wilhelm Müller-Wohlfahrt venne invece il segnale che potevo proseguire. In una partita come quella non puoi permetterti di uscire, è una partita che vuoi giocare. Vada come vada.

La cicatrice si vede ancora?

Beh, sì ma devi guardarla proprio bene. Quindi no.

Allora lei ebbe il compito davvero difficile di tenere a bada Maradona. Non vengono le farfalle allo stomaco nel sentirsi dire di dover fermare il miglior giocatore del mondo?

Ma no. Se giochi per il Bayern allora incontri solamente i grandi. Allora le star come Maradona, erano Butragueno e Marco van Basten. Non mi sono mai preoccupato eccessivamente. Sicuramente Maradona era un giocatore eccezionale, ma mi sono semplicemente detto: ho un compito, lo devo portare a termine. E credo di averlo fatto molto bene.

Il giudizio su di lei nel nostro giornale:  “Come marcatore di Maradona il centrocampista sapeva convincere di essere forte nei duelli. Timido nel gioco offensivo…”

(Ridacchia) Credo che sopravvivrò. E che io quella sera non fui granché in grado di contribuire alla manovra offensiva fu evidente – un Maradona ti relega ordinatamente in difesa.

E com’era Maradona quella sera?

Molto affabile e corretto. Quando mi feci male alla guancia, venne subito da me a chiedermi come stavo.

Chi ha preso la sua maglia n. 10?

Ce l’ho io ancora oggi. Ha un posto d’onore, in un cassetto insieme ad un altro paio, ma naturalmente è una maglia specialissima. Il 10 è tagliato e cucito in una stoffa diversa. Oggi potrebbe essere una polo alla moda.

Uli Hoeneß disse allora che nel 1986 aveva considerato di ingaggiare Maradona, ma di aver preso poi le distanze a causa della sua grandeur.

Non sono uno che se ne intende di trasferimenti, ma chissà? Se fosse andata in porto con Maradona sicuramente sarebbe stato uno spettacolo a Monaco.

Cosa pensa che farà il Bayern nel turno attuale di Champions League?

Beh, siamo solo all’inizio. Ma la squadra è ben salda, gioca un calcio buono, bello da vedersi e anche essenziale. Internazionalmente è molto importante tenere bene la difesa. Al Bayern auguro la finale,  anche se questa cosa non sarebbe molto positiva per la Nazionale, perché i bavaresi inizierebbero in ritardo la preparazione per gli europei. Ma sarebbe bello se rivincesse finalmente una squadra tedesca. Il Bayern è anche andato in finale nel 2010, per cui i giocatori sono arrivati in ritardo e i mondiali sono andati come sono andati. Hanno fatto la loro corsa nel torneo.

Come giudica il Napoli oggi, senza Maradona?

Il Napoli è la squadra che sarà più dura per il Bayern. Per me questo duello è il top di questo gruppo. La qualità nel reparto offensivo è molto grande, nel complesso questa squadra si è enormemente sviluppata negli anni scorsi. Dopo il sorteggio si sono tutti entusiasmati per il Manchester City e preoccupati per il Villareal – ma io ho pensato: ecco qua, non dimentichiamoci degli italiani!

Vede, più in generale, un ritorno del calcio italiano?

Il calcio italiano vive solo della sua ossessione tattica. La Nazionale gioca anche più offensiva rispetto a prima. Non bisogna sottovalutare mai il calcio italiano – ha prodotto sempre ottimi giocatori e buon calcio. E sarà sempre così.

Fonte: Merkuronline.de

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La Redazione

M.V.

 

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