Legittima difesa: e in quello 0-0 che divide, la certezza è in quel quartetto trasformato in muro umano. Senza rete: e il volo da Milano, pure stavolta, diventa comunque piacevole, scacciando via i fantasmi sulla solidità d’un settore preso troppe spesso a spallate e riemerso dalle brume d’un periodo statisticamente infelice a testa alta e petto in fuori.
– Centottanta minuti d’imbattibilità: certo, il record dell’anno scorso è tutta un’altra storia, ma quando il vento soffia contro, a De Sanctis può bastare (ed avanzare) chiudere la porta, ridurre gli spifferi e tenere l’umore alto. Avanti, adagio: niente gol con il Cesena – e ci sta – e niente gol pure a San Siro, con una parata-capolavoro sul pallone a girare, con tanto di effetto velenoso dentro, di Ibra. Due partite così: era successo, certo, però con Fiorentina e Inter, ottobre 2011 che pare una vita fa; e poi, di nuovo, Cagliari e Udinese, novembre. Ma da Bergamo in poi e per undici domeniche undici di campionato, era stata sofferenza allo stato puro e un’ira da reprimere.
Ipotesi possibile, si scaldi Fernandez, la prima sostituzione, là dietro; e però si prepari anche Britos, appena rientrato, con due giornate di adattamento in campo.
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