La pretattica è un diversivo che si perde nelle gocce di sudore e mentre il conto alla rovescia è cominciata e la tensione si mescola con l’afa, c’è poco da giocherellare con i nomi: fuori Zuniga, fuori Dossena, fuori Pandev, ciò che resta del Napoli è una formazione annunciata, semmai da rimodellare (rimodulare…) attraverso i numeri, un magheggio semplice semplice utile per trasformare (eventualmente) il 3-5-1-1 d’ultima generazione nel 3-4-2-1 più classico. I dettagli d’un sabato speciale, con l’adrenalina che si mescola ai trentacinque gradi all’ombra, son tutti lì, in quella fascia di campo che dipende da Marek Hamsik, dalla sua capacità di sdoppiarsi, dalla versatilità che consente di farne un centrocampista puro o una mezzala: il resto è noto, Aronica che torna al passato remoto, Behrami interditore di destra – oppure mediano se in mezzo ne saranno due – e Insigne che galleggia tra le linee o magari se ne va al fianco di Cavani.
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