Giampiero Ventrone: «Non è un calo fisico, solo un aspetto mentale»

Giampiero Ventrone: «Non è un calo fisico, solo un aspetto mentale»

Non sarà un aspetto fisico ma il Napoli, soprattutto con le piccole, proprio non riesce ad essere sé  stesso. A nessuno viene in mente di mettere sul banco degli imputati la preparazione del professor Pondrelli. L’uomo dello staff di Mazzarri non ha mai sbagliato da quando lavora con la squadra azzurra. Neanche in precedenza è  stato messo in discussione. È naturale che un calo fisiologico ci  può stare ma sarebbe opportuno capire dove sta il male del Napoli. A Siena i partenopei hanno  lottato fino alla fine. Hanno sbagliato l’approccio consentendo ai toscani di arrivare sempre primi  sui palloni ma quando si è trattato di accelerare l’hanno fatto. Con un po’ di fortuna in più la sfida  del Franchi si sarebbe potuta pareggiare se non vincere. Purtroppo, però, si è perso e di conseguenza  sono cominciati i processi. La verità è che questo Napoli non riesce più ad incassare una vittoria.  Negli ultimi cinque turni di campionato non ha avuto la forza di festeggiare un successo. In Coppa  Italia era stato bravo con Cesena e Inter ma col Siena ha fatto flop. Un flop che fa pensare al peggio. A tranquillizzare tutti sulla condizione fisica degli azzurri è Giampiero Ventura. L’ex prof di Napoli e Juventus, non vede un Napoli sulle gambe. Dall’alto della sua esperienza evidenzia che la  formazione di Mazzarri sta bene. In caso contrario avrebbe dovuto toppare anche con le grandi. Ma  non l’ha fatto. «Non il calo fisico il problema del rendimento degli azzurri – ha raccontato -. Si tratta  più di un aspetto mentale, forse di tensione nervosa. La squadra quando vede la Champions o  affronta le big si trasforma, quindi contro le piccole non c’è alcun crollo fisico ». Ventrone sgombra  il campo anche dall’eventuale strascico fisico dovuto da un eventuale richiamo fatto durante le  festività natalizie per arrivare alle sfide Champions più in forma. «Non si possono fare dei richiami  in dieci giorni – ha garantito il prof – questo è un mito che deve essere sfatato. Il Napoli gioca ogni  tre giorni e quindi diventa tutto più difficile senza una settimana intera di allenamenti».

Fonte: Il Roma

La Redazione

M.V.


La redazione di IamNaples.it

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