Il Mattino – Festa per l’eurogol all’Udinese e Lavezzi va a scuola di bomber

Di nuovo sugli scudi Mazzarri e Lavezzi dopo la vittoria al San Paolo contro l’Udinese. Funziona il Pocho nel ruolo di punta che il mister gli vuole cucire addosso. Per questo, per lui il tecnico ha organizzato allenamenti specifici e spesso differenziati, che prevedono anche più conclusioni verso la porta con Rosati, portiere di riserva, nella parte di sparring-partner. Ma ora bisognerà insistere per portare a termine un’autentica operazione-Lavezzi in versione bomber, come vuole Mazzarri.Dopo aver sbriciolato l’Udinese in una manciata di minuti, il Napoli si coccola il nuovo Lavezzi che torna a segnare al San Paolo dopo un interminabile anno di digiuno, come dovrebbe fare un attaccante vero. E come vuole che faccia il suo allenatore Mazzarri. Il Pocho contro i bianconeri di Guidolin ha parzialmente abbandonato quella sua propensione a mettere in movimento tutta la squadra – quindi con tutta la squadra che deve muoversi per lui – spostandosi più vicino alla porta (oltre la rete altre due limpide occasioni per il raddoppio). Evidentemente era questa la lezione che Mazzarri voleva dare a Lavezzi a Cagliari, era questo l’atteggiamento che il tecnico di San Vincenzo pretendeva dall’argentino. «Lo so ho fatto pochi gol e ne devo fare di più», ha ammesso con un sorriso smorzato Ezequiel.
Non ha il ritmo da goleador ed è normale per uno che nasce creativo, non finalizzatore: il centravanti-boa che il Napoli non ha più dai tempi di Sosa (dovrebbe essere Lucarelli) non sarà certo il Pocho. Ma Lavezzi deve abituarsi a questo ruolo di punta che deve giocare negli ultimi venti metri che Walter Mazzarri gli vuole cucire addosso come un vestito di alta sartoria. E per questo per lui il tecnico ha organizzato allenamenti specifici e spesso differenziati, che prevedono anche più conclusioni verso la porta. Con Rosati, portiere di riserva, nella parte di sparring-partner e proprio Lucarelli nel ruolo di saggio consigliere su quali i movimenti del vero bomber d’area. E Lavezzi, portato un po’ più avanti, con minor spazio di campo da coprire, ha subito segnato un gol decisivo. Una vicinanza alla porta che lo ha sempre spinto a lamentarsi (troppe botte, poca libertà d’azione) ma che ora potrebbe sedurlo. Difficile resistere al fascino dei gol in serie A.
Bisognerà portare a termine un’autentica operazione-Lavezzi. Anche perché la nuova posizione in campo consentirà a Cavani di non essere più così tartassato come lo è adesso. Un po’ come gioca nell’Uruguay, dove ha Suarez lì davanti. Un’idea. Per il Matador un ritorno al passato, prima della trasformazione in «prima punta vicina alla porta» dell’anno scorso. Una strategia per non sovraccaricare il suo fisico prezioso.
Ma, nonostante questo scenario quasi idilliaco, Mazzarri continua a non parlare. Oggi l’allenatore toscano dopo il silenzio nel post-gara con l’Udinese, diserterà in accordo con la società, la consueta conferenza stampa della vigilia (davanti ai microfoni si presenterà Inler) di campionato. È già successo qualche altra volta, per carità, ma in questo caso è diverso: il silenzio prima della trasferta di Catania nasce, probabilmente, da un non più celato fastidio dell’allenatore azzurro nei confronti di un ambiente che, a suo parere, non gli perdona nulla e chissà cosa pretende da lui. Infastidito, soprattutto, dall’aver considerato il punto di Cagliari quasi come un risultato negativo. L’attesa per le interviste televisive dopo Napoli-Udinese ha fatto, poi, il resto. Mazzarri potrebbe scegliere il silenzio anche domani al Massimino con la possibilità di dribblare le incombenze successive al fischio finale. «È allegro e sta bene», dice chi gli sta vicino.
Per la gara di domani con il Catania ci saranno delle novità rispetto alla gara con l’Udinese, anche perché in sette giorni ci saranno le supersfide al Bayern e alla Juventus. Solito e sacrosanto turnover: probabile che, come contro il Cagliari, uno tra Hamsik, Cavani e Lavezzi partirà dalla panchina. Il Pocho è anche diffidato, quindi la tentazione è di schierare Zuniga fin dal primo minuto. A centrocampo scelte condizionate dal forfait di Gargano. In difesa in campo Cannavaro (è squalificato in Champions), uno tra Aronica e Campagnaro farà spazio e Fernandez.

La Redazione

A.S.

Fonte: Il Mattino

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