Il ritorno dell’evergreen Grava: «Confesso, ero emozionato»

Dopo un anno di nuovo in campo al San Paolo con la fascia di capitano: ed è arrivato anche il primo «giallo»

Un anno dopo nulla è cambiato: Gianluca Grava è sempre il marcatore insuperabile che tutti conoscevano. Prima gara da titolare in questa stagione e subito prestazione positiva. Ha stoppato, senza tanti grossi problemi, prima Paloschi e poi Moscardelli, al quale ha mostrato subito i «denti», meritando poi il «giallo» per un fallo sull’attaccante clivense.
Beniamino del pubblico, Grava con tanto di fascia da capitano al braccio, si è disimpegnato in maniera egregia anche palla al piede, raccogliendo un’ovazione dei tifosi per un dribbling con lancio di destro di 50 metri a Dossena nel primo tempo. Come a dire che l’emozione per il ritorno da titolare è durata davvero pochi attimi.
«In realtà – ha detto il quasi 35enne difensore casertano, pioniere dell’era De Laurentiis avendo sposato il progetto Napoli sin dall’ormai lontano dicembre 2004 – ero particolarmente emozionato per il rientro nell’undici titolare. Ma poi, con il passare dei minuti ho pensato solo a fare il mio dovere e a difendere il vantaggio». E il ritorno di «Giandu», come lo chiamano i suoi compagni, ha coinciso con il secondo successo azzurro del 2012 in campionato; con la porta di De Sanctis che è rimasta inviolata per la terza partita consecutiva.
«Non c’entra nulla il mio ritorno con la vittoria. L’importante – aveva sottolineato nell’intervallo – è restare compatti fino alla fine perché conquistare stasera i tre punti è molto importante».
Il Napoli ha insomma ritrovato uno dei «titolarissimi» dello scorso campionato. In questa stagione, sinora, diverse convocazioni, una manciata di minuti con il Lecce a dicembre scorso e, soprattutto, il debutto in Champions League nei minuti finali di Villarreal-Napoli. La dedizione totale alla causa azzurra, il low profile, le grandi doti in marcatura e anche la sua capacitá di essere sempre e comunque un punto di riferimento nello spogliatoio, rendono di nuovo Grava un giocatore sul quale fare pieno affidamento.
Un anno dopo, dunque, nulla è cambiato. Il 15 gennaio del 2011 uno scontro fortuito con Llajc della Fiorentina gli aveva procurato una lesione al legamento crociato del ginocchio sinistro. Quindi il recupero record, in tre mesi e mezzo, gli aveva regalato la panchina nell’ultima gara dello scorso campionato, a Torino contro la Juventus. L’intera preparazione, una gara con la Primavera contro il Palermo prima del ritorno da titolare di ieri sera: con l’ottima prova contro il Chievo sono così 173 le sue presenze in azzurro. Grava è giá entrato di diritto nella storia del Napoli, ma la sua favola non è ancora finita, molte pagine sono ancora da scrivere.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.

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