Inler, il leone che non ruggisce

Inler, il leone che non ruggisce

Il tecnico azzurro si aspetta molto da lui in una stagione dove avrà la possibilità di giocare finalmente in un centrocampo a tre così come accadeva ai tempi dell’Udinese. Proprio in Friuli ebbe moda di essere  protagonista e valere la bellezza di diciotto milioni di euro. Una cifra che oggi serve per comprare un grande  attaccante. La scorsa estate divenne un tormentone il suo acquisto. Viene, non viene, alla fine De Laurentiis lo acquistò presentandolo con una maschera del leone sulla nave da crociera Msc. Inutile dire che gli esperti di mercato valutarono alta la somma sborsata alla famiglia Pozzo. E il fatto che don Aurelio non abbia più fatto degli affari con il club friulano può essere una spiegazione.  Mazzarri, per responsabilizzarlo ancora di più, l’ha definito il titolare fisso e questa affermazione è costata l’addio di Gargano. Nel ritiro di Dimaro il toscano disse a chiare lettere che El Mota sarebbe stato il vice di Inler. Da allora il rapporto si è incrinato al punto che la settimana scorsa l’uruguaiano ha chiuso con il Napoli andando all’Inter. Non certo al Pescara. Questo spiega quanto sia forte Walterino. Fare a meno di uno come lui non è facile ma anche domenica sera Mazzarri ha confermato che a voler andare via è stato lui. “Noi accontentiamo tutti”, ha detto il tecnico dopo il successo col Palermo. Si spera di non doverlo rimpiangere. A sgombrare ogni campo dovrà essere Inler che una volta per tutte dovrà incoronarsi da solo come il re del centrocampo e  non solo della “foresta”. Anche perché questo è l’anno del definitivo salto di qualità del Napoli. E se viene meno il  faro diventerebbe difficile puntare al massimo obiettivo. Dunque, sveglia caro Gokhan.

Fonte: Salvatore Caiazza per Il Roma

La Redazione

M.V.


La redazione di IamNaples.it

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