Importante con Prandelli, fondamentale con Conte, insostituibile con Ventura, che ha rinunciato rarissimamente a lui. Stesso discorso per Spalletti nel suo club, che nonostante delle prestazioni non indimenticabili nelle ultime settimane, non ha neanche pensato per un attimo a mettere in panchina Antonio Candreva, uno degli azzurri protagonisti di una delle sconfitte più pesanti della storia del calcio italiano. Protagonista nel bene ma soprattutto nel male, poiché nell’Italia senza idee vista ieri l’interista è sembrato l’unico grimaldello offensivo, l’unica arma in grado di far piovere palloni in area. Palloni che in effetti sono arrivati, ma spesso e volentieri fuori misura o comunque non sincronizzati ai movimenti di un attacco apparso spaesato e facilmente neutralizzabile da una difesa non certo di fenomeni. Una dipendenza da Candreva, con Florenzi a prendere freddo in panchina, che in pochi ieri hanno capito e condiviso.
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