La Champions sta ipnotizzando una città intera

Nella testa degli azzurri c'è il Chelsea

E’ una questione di testa, of course: perché ora, soprattuto ora, ma da un po’, il mondo è un orizzonte blues. Si fa presto a dire Chelsea, sir: e il calcio, che richiede mens sana in corpore sano, non fa sconti se nel cervello gira e rigira la sagoma di Lampard o quella di Drogba. La storia eccola lì, cerchiata d’azzurro sul calendario della memoria: 21 febbraio, 14 marzo il ritorno e poi, vada come vada, sarà un san Valentino da ricordare. Ma volete mettere l’emozione di poter scrivere di proprio pugno un bigliettino d’amore a questa città stordita dall’effetto Champions!

L’APPUNTAMENTO – La realtà che si mischia con la fantasia è in quel virus contagioso che s’è infilato nel Napoli: poi, razionalmente, magari vi diranno che no, non è vero, che ogni partita ha un suo peso, che bla-bla-bla, ma il Chelsea è il vero estatico tormento d’una squadra nata per stupire. Lo senti, lo avverti, quasi lo vedi, lo percepisci come una febbre collettiva che s’è sparsa ovunque, forse prim’ancora nello stanzone. Perché la Champions sa essere magicamente elettrizzante e l’ha dimostrato, sovvertendo i pronostici del sorteggio, mandando a casa il Manchester City e tenendo in paradiso – senza che alcun santo avesse qualcosa da ridire sul responso del campo – quel Napoli capace di perdere solo a Monaco, in casa del Bayern, e di misura, 3-2 dopo essere stato sotto all’intervallo 3-0; e poi, pareggio a casa-Mancini, vittoria con il Villarreal e in Spagna, pareggio interno con quella macchina (quasi) perfetta del Bayern e ombrellino sul long drink contro il City al san Paolo.
BATTICUORE – Cuore e poi anche un po’ di batticuore, ma è da agosto che va così, in uno stadio che sembra un’astronave quando s’accendono le luci e la musica s’irradia nel cielo stellato di Napoli. Al sorteggio di agosto, in quel girone della morte, pareva ci fosse Cenerentola e invece quelli erano principi azzurri. Che ora, distrattamente, pensano al Chelsea: uffa, ma quando arriva?
Fonte: Corriere dello Sport
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