La fine del sogno

Un'analisi sull'esperienza di Diego in questo mondiale

Diego ha molte responsabilità riguardo all’eliminazione dell’Argentina. L’esito della sfida contro i tedeschi è stato condizionato dal gol iniziale di Muller, aiutato dall’insicurezza di Romero, ma sicuramente la superiorità atletica e tattica della Germania è stata facilitata dalle scelte di Maradona. Avevo già scritto ieri, a dispetto di chi si esprime, seguendo la “variabilità dei sentimenti”, che era necessario l’inserimento di un mediano, come Bolatti, per contrastare a centrocampo la velocità di Ozil e Schweinsteiger, bravissimi nelle irruzioni in area di rigore con o senza palla. Invece, Diego ha privilegiato uno dei lati del suo carattere: l’ostinazione. Il ct dell’Argentina ha confermato la formazione, che aveva sconfitto il Messico.

Nel calcio ci sono gli avversari, anche se si ha a disposizione un grande potenziale offensivo. E’ differente affrontare la Corea del Sud, il Messico e la Germania. Bisogna adattarsi alle caratteristiche degli avversari, altrimenti si pecca di presunzione, una caratteristica che viene sempre punita nel calcio. Con una formazione diversa, Diego non si sarebbe assicurato il passaggio del turno, ma certamente la sua squadra non sarebbe andata in balia dei tedeschi. Maradona deve riuscire ad analizzare complessivamente la sua esperienza, senza farsi travolgere dai processi, che faranno leva anche sulle sofferenze patite nel girone di qualificazione ai Mondiali.

Sicuramente l’Argentina in questa competizione si è resa conto di poter disporre di un ottimo gruppo e con qualche cambiamento può candidarsi per la vittoria della Coppa America e dei prossimi Mondiali, cercando di rompere le uova nel paniere ai verdeoro in Brasile. Infatti, rimane nell’analisi sulle prestazioni della compagine sudamericana le prime quattro partite, disputate con personalità e mostrando grandi qualità. Maradona deve interrogarsi sui suoi errori ed affrontare con serenità il futuro, accettando le decisioni della Federazione e valutando le sue scelte. Diego ha riconquistato l’affetto della gente, che a Napoli ed in Argentina si è stretta intorno a lui.

Maradona ha compiuto un’esperienza, che accresce la sua vita, già tribolata e ricca di avventure. Diego adesso potrà capire le difficoltà del mestiere di allenatore e decidere in che modo continuare il suo cammino nel mondo del calcio, che ha bisogno di lui, come dimostra l’interesse mediatico che ha catalizzato in questa kermesse sudafricana. Il sogno è di vederlo nel Napoli, non come allenatore, perché c’è bisogno di stabilità emotiva e mentale per fare l’allenatore in una piazza difficilissima, ma come dirigente, suggerendo magari grandi campioni argentini, continuando così a stimolare un sodalizio infinito, che si alimenta nell’eterna gratitudine che la nostra città ha nei confronti di Maradona.

Ciro Troise

 

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