Le “spie” di Mazzarri sono recidive, a Vinovo s’infiltrarono in un condominio

Se fosse un film sarebbe «007 Solo per i tuoi occhi». Se fosse una canzone sarebbe «Il gatto e la volpe». Invece è solo una storiella di mezza estate che ci riporta indietro nel tempo, agli anni in cui non c’erano tv satellitari, telefonini, tablet e in cui qualche squadra di Serie A poteva conservare qualche piccolo segreto per i suoi avversari. Pechino, Olympic Sport Center, allenamento pomeridiano della Juve a porte chiuse. Più o meno. Perché nei locali sotto le tribune è stata ricavata una palestra dove bambini cinesi vengono istruiti all’arte del judo sotto gli sguardi sereni dei genitori. Tra di loro, però, ci sono due uomini dalle fattezze chiaramente poco asiatiche: Enzo Concina e Claudio Nitti, rispettivamente tattico e osservatore di Walter Mazzarri, che deve temere qualche invenzione da parte di Conte per decidere di mandare in avanscoperta i suoi uomini. In realtà pare che l’allenatore del Napoli sia un habitué della spiata e che Nitti sia stato beccato tempo fa anche a Vinovo dove era riuscito a convincere una signora a mettere a disposizione il balcone della sua casa vicina allo Juve Center prima di essere stoppato. Leggenda o verità? Non si sa, ma chi riesce a imbucarsi in una palestra piena di cinesi senza farsi notare merita grande considerazione. La scoperta Durante la lezione di judo la Juve comincia ad allenarsi: Concina e Nitti guardano e, colpa grave, fotografano quello che accade in campo. È proprio il flash (ormai è quasi sera) a fregarli: la security della Juve, evidentemente tonica anche in trasferta, nota il lampo e in un lampo interviene. Viene chiamato Fabio Paratici e il d.s. bianconero coglie in flagrante i due spioni che, dopo aver visto il riscaldamento e poco più, tentano inutilmente la fuga. Missione fallita, chissà se oggi ci riproveranno. Intanto Paratici ha chiamato Riccardo Bigon per esprimere lo stupore e il fastidio della Juve. E il Napoli si avvale della facoltà di non commentare. The end. Forse.

Fonte: Gazzetta dello Sport
La Redazione
C.T.

Tufano

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