Manniello: “Poco calore intorno alla Juve Stabia, tra dieci mesi lascerò”

«Gli stabiesi non amano la propria città, tra dieci mesi lascerò la Juve Stabia ad un amministratore». È la gelida stoccata diretta dal patron del club gialloblù Franco Manniello alla tifoseria dopo un silenzio durato ben quattro mesi. Nell’occhio del ciclone soprattutto il calo di spettatori al Menti rispetto al primo match casalingo delle due scorse stagioni. «Le statistiche parlano chiaro – tuona Manniello – di questo passo tra due anni non verrà più nessuno allo stadio. È assurdo, anche oggi che sono rimasto solo al comando della società registro il più totale disinteresse da parte di un’imprenditoria locale che non ci garantisce neanche un main sponsor. Annuncio con dieci mesi di anticipo che, se a fine campionato non cambierà qualcosa, lascerò la gestione ad un amministratore. Sono stanco di costringere la mia famiglia a sostenere sacrifici enormi senza esser apprezzato».
Ironia della sorte, proprio a culmine di un’estate per lui incandescente è giunto il rincaro del fitto del Menti. «L’amministrazione comunale ha deciso di quadruplicare il costo degli impianti sportivi – ammette Manniello – e lo stadio non farà eccezione. È lecito che il sindaco decida di rimpinguare le casse del Comune in questo modo, da parte mia non escludo di traslocare altrove qualora dovessi trovare strutture economicamente più convenienti». Resta la soddisfazione di aver condotto un mercato di spessore. «Abbiamo raggiunto tutti i nostri obiettivi – esulta il massimo dirigente gialloblù – posso dire di aver messo nelle mani di Braglia la rosa più competitiva da noi mai allestita in serie B».
Ora bisognerà pensare al campionato, è d’altronde ancora tanta l’amarezza per la sconfitta con lo Spezia. «Una donna non può arbitrare il calcio maschile – tuona Manniello – non ha le potenzialità atletiche per riuscirci. A causa della signora Santuari abbiamo perso una partita che avremmo vinto se non avesse annullato ingiustamente quel gol a Mezavilla»

Fonte: Il Mattino.

La Redazione.

D.G.

Tufano

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