Marino: “Il caso Quagliarella dimostra che sui diritti di riscatto può nascere una bufera”

L’ex direttore generale Pierpaolo Marino nel suo consueto editoriale su Tuttomercatoweb ha esposto la differenza tra l’obbligo ed il diritto di riscatto. Ecco qui il testo:

 Ci siamo spesso occupati nei passati editoriali di quegli acquisti in prestito con diritti di opzione multimilionari (Pepe, Motta, Quagliarella e Cavani), cui si è aggiunto, negli ultimi giorni, Matri, trasferitosi dal Cagliari alla Juventus. Grazie a questa meravigliosa formula magica, si sono potute concludere queste clamorose trattative che diversamente, per gli effetti della “crisi economica” non sarebbero andate in porto.
L’obbligo è un certo comportamento che un soggetto deve tenere nell’interesse dell’altra parte e quindi, se ha natura economica è un vero e proprio debito. L’opzione è, invece, il contratto che conferisce il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare qualcosa ad un prezzo già prefissato ed entro una certa data.
L’obbligo di riscatto del diritto alle prestazioni di un calciatore, se fosse permesso dai regolamenti, rappresenterebbe un vero e proprio debito di una società, nei confronti di un’altra. Tuttavia, i regolamenti lo vietano espressamente, tanto che i moduli di contratto, forniti dalle leghe, non lo prevedono.
Negli anni passati, in seguito ai fallimenti di alcuni club (Palermo, Taranto, Verona etc.), anche altre società avevano rischiato di scomparire, a causa del mancato adempimento degli obblighi di pagamento pluriennali contratti dai sodalizi “falliti” per l’acquisto di calciatori. Da molti anni, così, la Figc e le Leghe, vietano ai club di comprare giocatori, rateizzando i pagamenti per un periodo superiore ai tre anni. I club acquirenti, inoltre, sono tenuti a garantire, con una fideiussione bancaria, l’intero importo della transazione.
Si sa, comunque, che da quando esiste il calciomercato, ogni regolamento federale, tendente a porre un limite alle società nelle contrattazioni, è stato sempre inteso, dagli operatori, come qualcosa da eludere e da aggirare.
Negli anni 80, ad esempio, era accaduto che le comproprietà, in un primo tempo abrogate, in seguito alle pressioni dell’Aic e della conseguente pubblicazione della famosa legge 91, dovettero essere, dopo qualche anno, ripristinate in seguito alle tante liti giudiziarie generate da centinaia di accordi privati, stipulati in barba ai regolamenti e, quindi, nulli ad ogni effetto. A tal uopo fu emessa addirittura una sanatoria che somigliava ad un condono fiscale.
Oggi, la fertile fantasia di alcuni operatori di mercato, alle prese con la crisi economica e con la conseguente difficoltà delle banche a rilasciare garanzie alle società di calcio, oltre che, preoccupati dal non appesantire, con ulteriori perdite, i già traballanti bilanci, ha generato un machiavellico meccanismo. Il calciatore si trasferisce con la formula di un prestito pesantemente oneroso, ma, in realtà, dopo un anno, l’acquisto deve diventare definitivo, attraverso il pagamento in tre anni del relativo saldo. Con questa formula il club che acquista, in un primo tempo, si indebita solo dell’importo relativo al prestito del calciatore, evitando di prestare le relative garanzie bancarie, che sono, così, rimandate di un anno. Tutto ciò, produce anche benefici sul bilancio dell’anno in corso, che appare più florido, perché il debito è solo “morale”, ma non risulta da contratti.
Questo diabolico metodo, ha il duplice effetto di facilitare la vendita da parte di chi vuol realizzare e, dall’altra, di invogliare l’acquisto di chi vuol rinforzare la squadra, rinviando di un anno i problemi economici.
Tutti contenti allora, direte voi. Si, ma solo se le cose vanno bene (caso Cavani per esempio) e la parola spesa verrà rispettata, cosa che, nel calcio, è molto rara.
Altrimenti, prepariamoci all’esplosione di furibonde liti, che spargeranno tonnellate di fango anche su visi gentili e puliti. A tal proposito, i messaggi in codice, che, da ieri, viaggiano sull’asse Napoli-Torino (oggetto Quagliarella) sono già l’indiscutibile avvisaglia di un’imminente tempesta. Una bufera che, per il bene del calcio, ci auguriamo non sia destinata ad arrivare davvero.

La Redazione
C.T.

Fonte: Tuttomercatoweb

STufano
Sartoria Italiana
Vesux
gestione sinistri

I Am Naples Testata Giornalistica - aut. Tribunale di Napoli n. 33 del 30/03/2011 Editore: Francesco Cortese - Andrea Bozzo Direttore responsabile: Ciro Troise © 2021 IamNaples
Salvo accordi scritti, la collaborazione con questo blog è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. In nessun caso si garantisce la restituzione dei materiali inviati. Del contenuto degli articoli e degli annunci pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori. - Tutti i diritti riservati Vietata la riproduzione parziale o totale dei contenuti di questo portale Tutti i contenuti di IamNaples possono essere utilizzati a patto di citare sempre IamNaples.it come fonte ed inserire un link o un collegamento visibile a www.iamnaples.it oppure al link dell'articolo.