Mazzarri vince, ma non parla

Ha deciso di non parlare. Non se la sentiva ieri sera Mazzarri di commentare una prestazione così convincente. Sarebbe dovuto tornare su certi concetti espressi alla vigilia ed inevitabilmente si sarebbe innescata una nuova polemica nei confronti di chi (pochissimi, per la verità) vorrebbe il Napoli stravincere sempre ed ovunque. Di chi aveva storto il naso dopo il pari di Cagliari.

SILENZIO– E Mazzarri avrebbe fatto la figura di chi non aspettava altro che una vittoria così eclatante per consumare la propria rivincita. L’allenatore del Napoli, invece, sempre tanto stressato alla fine delle gare fino al punto da sentirsi male, ha scelto la strada del silenzio. Un silenzio non polemico, ma ponderato. Voluto. Come a dire: adesso parlate voi, raccontate come il Napoli ha saputo stravincere con una squadra che finora aveva subìto un gol soltanto; come avrebbe potuto segnarne altri due, se Zuniga e Dossena non avessero sprecato due ghiotte occasioni da rete nel finale; come ha sofferto pochissimo nell’arco della partita tranne quei due interventi di De Sanctis nel primo tempo.

SCELTE– «Adesso parlate voi, non ha senso quello che dico io», sembra di sentirlo con quel suo accento toscano e la sigaretta light tra le mani. Questo il senso del mutismo di ieri del tecnico toscano davanti alle telecamere ed ai taccuini. Nessuna polemica o astiosità. Solo una scelta fatta da lui, dai calciatori, dai dirigenti. Solo Lavezzi ha rilasciato un’intervista volante a fine partita prima di dirigersi nello spogliatoio. Una scelta peraltro censurata dai vertici della Lega di serie A. Per accordi presi ad inizio di campionato con le tv a pagamento e per rispetto dei mass media, almeno un paio di tesserati, l’allenatore e un calciatore devono passare in sala stampa o nella zona-mista. E a Sky, cinque allenatori a scelta devono restare a disposizione per le interviste. E ieri sera Mazzarri era il primo della lista. Ma nessuno del Napoli ha voluto farlo pur sapendo di contravvenire a certi accordi. Tra le altre cose, Sky ha trasmesso un “fuori onda”, in cui il tecnico, sorridendo, stava aspettando il suo turno. Poi, improvvisamente, ha deciso di interrompere l’attesa, si è tolto l’auricolare e ha lasciato lo stadio senza parlare, dicendo al telecronista di Sky di essere stanco.

TURN OVER INDOVINATO– Alla vigilia Mazzarri s’era raccomandato con i calciatori ed i tifosi:di usare la testa, i primi; di portare pazienza e di incitare i ragazzi fino al novantacinquesimo. Per Mazzarri era una gara fondamentale quella con l’Udinese, la partita della svolta, l’occasione per tornare alla vittoria al San Paolo dopo un mese e pochi giorni e preparare con il morale alto la trasferta a Catania e quella successiva a Monaco.

LA STRATEGIA– In campo si è verificato tutto quello che aveva previsto e preparato il tecnico: il Napoli non si è mai esposto alle ripartenze dell’avversario, ha ragionato tantissimo ed ha colpito ed affondato l’Udinese con due gol che potevano essere anche quattto. «Dovremmo affrontarli pensando di avere di fronte il Manchester o il Bayern, con la differenza che l’Udinese è la migliore formazione italiana del momento e fa della tattica una delle sue armi migliori. Vediamo chi interpreta meglio la partita», aveva detto Mazzarri nel corso della sua conferenza-arringa di martedì mattina. Ma è stata soprattutto la scelta di effettuare il turn over a Cagliari a rivelarsi quantomai azzeccata. Mazzarri voleva giocarsi tutto con i friulani ed accorciare la classifica in campionato. E ieri sera il Napoli ha impiegato tutti i titolari mentre Guidolin è stato costretto a fare a meno di tanti big.  

La Redazione  

A.S.  

Fonte: Corriere dello Sport

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