Napoli, è il momento decisivo della stagione. L’umiltà è la chiave di svolta

Recuperare l'umiltà e abbandonare la sufficienza per tornare ad essere il Napoli che abbiamo ammirato

Bisognava vincere, anche giocando male. Mazzarri era stato chiaro nella conferenza stampa che ha preceduto Napoli-Chievo: l’imperativo era tornare alla vittoria, non importava come. I calciatori scesi in campo lo hanno accontentato, fin troppo.
Il Napoli che ha avuto la meglio sul sempre temibile Chievo di Di Carlo ha dimostrato la determinazione e la voglia di uscire dalla crisi ma ancora tutti i limiti che l’hanno generata. Interpretare la vittoria con i clivensi come la panacea di tutti i problemi della squadra di Mazzarri potrebbe rivelarsi un pericoloso errore, soprattutto alla vigilia dello storico ottavo di Champions con il Chelsea. E’ importante, però, considerarla come un punto di rottura nel campionato degli azzurri,un punto dal quale ridare slancio ad una stagione vissuta tra vertiginosi alti e bassi.

Da un punto di vista prettamente tecnico, la gara con il Chievo ha dato importanti indicazioni sui tentativi che Mazzarri sta approntando per tirare fuori la propria squadra dalla crisi in cui è piombata negli ultimi due mesi e mezzo (dodici punti in dodici gare, prima di quella con veneti, nda). Pur con un certo affanno, il Napoli ha provato a variare il tema tattico della sua gara cercando di giocare più per vie centrali, evitando di provare con insistenza il gioco sulle fasce. Con il sacrificio chiesto ad Hamsikdi giocare in posizione più arretrata, il tecnico toscano ha provato poi a dare maggiore copertura ad Inler, liberandone la fase di costruzione del gioco. Il tentativo va nella direzione giusta e le prestazioni dello svizzero appaiono in risalita. Rimane da capire per quanto Hamsik accetterà di rinunciare ai suoi pericolosi inserimenti per dare maggiore equilibrio alla squadra (lo slovacco non segna un goal dall’8 gennaio, nella vittoriosa trasferta di Palermo, nda).

I segnali di ripresa vengono però bilanciati verso il basso da aspetti negativi non ancora superati. Aggravata da una condizione fisica deficitaria, è ancora evidente la confusione della squadra nel proporre soluzioni di gioco alternative a quelle classiche.

L’inteso logorio a cui si è sottoposto un ristretto gruppo di calciatori ha privato il Napoli di quella brillantezza atletica su cui ha costruito gran parte dei suoi recenti successi. In fase di mercato la società ha commesso numerosi errori che non hanno garantito a Mazzarri alternative ritenute al pari dei titolari, nonostante molti degli acquisti siano stati fatti su indicazione o con il placet dello stesso tecnico.
In fase difensiva gli evidenti limiti della retroguardia azzurra sono stati nascosti soltanto dalla pochezza degli attacchi del Chievo. Pur in fase di ripresa, Britos ha denunciato ancora evidente impaccio nell’adattarsi al sistema di difesa a tre. L’uruguagio potrebbe rivelarsi preziosissimo, però, in un ipotetico modulo a quattro. Il ritorno in campo di Grava, e la sua dignitosa prestazione, rappresenta un importante segnale per il gruppo che una valida alternativa su cui contare per il finale di stagione.

Il Napoli è arrivato al momento decisivo della stagione e della propria storia recente con il fiato corto e le idee un po’ appannate ma ha le qualità tecniche ed umane per fare di quest’annata il trampolino di lancio verso un nuovo ciclo di successi. Il raggiungimento della finale di Coppa Italia e la risalita in campionato sono gli obiettivi minimi da raggiungere per evitare il ridimensionamento del progetto di crescita del club di De Laurentis.

La sfida di Championsregala suggestioni che i tifosi meritano di vivere senza l’assillo del risultato ad ogni costo e merita una valutazione a parte, tenendo conto che si è andati già ben oltre i propri limiti.

Per tornare a regalare ai tifosi le soddisfazioni che meritano e a cui li ha abituati, il Napoli deve recuperare l’umiltà che l’ha portato a sfidare e spesso battere le migliori squadre d’Italia e d’Europa. Abbandonare la sufficienza con cui ha approcciato le gare con squadre meno attrezzate è il modo più semplice e veloce per tornare la squadra ammirata in questi due anni.

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