Pagelle Napoli – Gargano è il solito gladiatore

6,5 Lavezzi – Entra ed è subito un sinistro delizioso. Taglia da sinistra a destra, offre se stesso ai compagni come appoggio, manda in confusione l’apparato difensivo avversario. Ma è un lupo solitario.

6,5 Gargano – Non si ferma neppure per rifiatare, ha settantasette polmoni o magari anche di più e regge la mediana. Un gigante: e fa nulla che sia il più piccolo.
6 De Sanctis – La maglia bianca è immacolata, in compenso deve giocare con i piedi, e dimostra di aver sensibilità. E su Reginaldo e D’Agostino, incolpevole, deve osservare.

6 Zuniga – Giochicchia con se stesso, in accenni di tip-tap. E non trova mai lo spunto per decollare. Alla distanza ne ha e prova e riprova, dribblando pure la propria ombra.

5,5 Aronica – Fa da coperta termica al settore e lo scalda con il fiato sul collo di chiunque. Ma sul gol del brasiliano finisce all’estrema destra, risucchiato dallo scompenso del settore.
5,5 Hamsik – Rispolvera le abitudini da centrocampista, rimane ingabbiato, sciupa una profondità, poi pecca di altruismo.
5,5 Cavani – La maledizione di Siena è sempre in un portiere o anche in una vena attualmente inaridita. Non trova spazio, non trova palleggio, non trova el matador a porta (quasi) vuota.
5 Cannavaro – La distrazione in avvio è un lapsus che annuncia momentacci: sull’1-0 è fuori posizione, in una difesa quasi completamente scomposta; sul 2-0 non c’è.
5 Maggio – Più ombre che luci, peraltro assai fioche. E’ in fase di meditazione, però prolungata. Soltanto scarabocchi. Prende il palo.
5 Dzemaili – Vorrebbe ma non riesce: accelera, decelera, affonda e sbaglia la rifinitura. Penelope, insomma.
5 Pandev – Vaga senza una mèta e pensare che pare(va) il più intrapredente.
5 Mazzarri (all.) – Il Napoli sembra gli sia scoppiato in mano e la crisetta s’allarga. Basta il Siena-2 per affondare una squadra in crisi di identità. Poi Pesolò dà un piede. I legni non gli sono amici.

4 Campagnaro – Aggiunge brividi per uno stacco approssimativo che s’aggiunge a ciò che già regala una serata polare. E quando Reginaldo parte, lui lo perde con leggerezza. Il salvataggio su Mannini gli solleva (un po’) il peso dalla coscienza, la traversa colpita nel finale dimostra che pure la sorte è contro.
L’arbitro 5 De Marco – Il nemico è il termometro. Il fallo di mano di Contini è nettissimo, l’eventuale fallo di Cavani è impalpabile. C’è fallo da ultimo uomo su Rossi: si rovina da solo, insomma.
Fonte: Corriere dello Sport
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