Pistocchi contro gli arbitri: “Poca qualità, Nicchi manda avanti chi lo vota e non i bravi!”

Le parole del giornalista

Il giornalista Maurizio Pistocchi è intervenuto a TMW Radio, durante Maracanà, per parlare dei temi della settimana.

Cosa ne pensi delle recenti polemiche sugli arbitri in Serie A?
“Abbiamo un governo del calcio arbitrale che assomiglia molto a quello di Pol Pot. Nicchi non poteva essere rieletto e sono state cambiate le regole. La situazione arbitrale non è buona. Eravamo noti per avere una classe arbitrale di altissimo livello ma oggi facciamo fatica a mandarli in campo internazionale. Mandiamo Orsato ma è a limite dell’età. Questo vuol dire che c’è stata una gestione fallimentare. Lo si vede domenicalmente, come dice Fonseca c’è una difformità di giudizio da campo a campo. Boggi ha detto che è preoccupato per i giovani arbitri e ha ragione. Il problema è la gestione. L’impressione è che non vadano avanti i migliori ma quelli che assicurano il loro voto a Nicchi. Non voglio essere catastrofista, ma c’è una gestione molto particolare di Nicchi. Le parole contro Commisso? Ha sbagliato, non doveva esagerare. Devi fare in modo che le polemiche si smorzino e non si acuiscano. C’è anche un’altra problematica: il settore arbitrale si divide in varie categorie e nelle serie minori si formano gli arbitri che devono arrivare in Serie A. L’identificazione degli arbitri migliori è importantissima. Se si sbaglia, ci si ritrova con un livello scadente.Il compito del presidente dell’AIA è curare la crescita degli arbitri. Se il risultato è questo, Nicchi dovrebbe dimettersi: non rimanere ancorato a una poltrona. E’ vero o no, come mi dicono alcuni arbitri in maniera anonima, che vanno avanti i raccomandati e non i migliori?”.

Come giudichi gli ultimi casi?
“Agli arbitri è stato dato l’aiuto della tecnologia. Perché Pasqua viene chiamato da Calvarese? Perché secondo lui ha sbagliato. E allora perché vai al Var, parli con il collega e confermi la decisione sbagliata? Fonseca si è lamentato della difformità e ha fatto bene”.

Tufano

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