Riceviamo e pubblichiamo: “C’è chi vince con i debiti e chi è in credito con la giustizia”

 

“Ci hanno buttato tanta di quella merda addosso che metà bastava” recita una battuta di Tomas Milian in uno dei suoi cult polizieschi della Roma degli anni 70. 

Metà bastava affinchè sprofondassimo negli abissi e vivessimo 10 gare di quella paura tale da veder sfuggire un sogno divenuto realtà sul prato di verde in una stagione fino ad oggi indimenticabile ed al di là di ogni rosea previsione.

Le hanno provate tutte. Si sono inventati un rigore quando l’avversario chiedeva calcio d’angolo e con la stessa prontezza hanno chiuso gli occhi quando in area eravamo noi ad essere catapultati. Figli e figliastri in una domenica tanto assurda da raccontare, una domenica che ci toglie le parole di bocca e ci lascia attoniti e pieni di rabbia dopo un Napoli – Brescia vissuta con il cuore in gola ed interrogativi inevasi. Una frase a mo’ di slogan riecheggia sulla nostra mente : figli di una lega minore che vuole il nord ancora lassù e spinge il Napoli fuori la zona champions. E’ lì il nostro avviso il focus. La zona champions che porta 40 milioni e spinge in orbita il fatturato e garantisce al club un futuro ogni anno più roseo dopo ben quattro anni di gestione attiva ed oculata. Non è un pianto, non è un grido di disperazione e non è una giustificazione : è solo una fotografia di una realtà sempre troppo uguale. Uguale e antica. Antica e non sbiadita perchè i suoi colori non cambiano nonostante il tempo che passa. La storia si ripete e Napoli paga. Se ci sono i conti in rosso, Napoli paga e si riparte dall’inferno della c1.Se allo stadio si ode un rumore di troppo, Napoli paga. Se si vedono cose che non esistono, Lavezzi non va a Milano per il Big Match, e Napoli paga. 

Ma Napoli la realtà dei fatti vede una Napoli amaramente creditrice di una giustizia mai nata con il nord che come ogni anno mette le mani su una ricchezza mai davvero distribuita, e di crediti di questi tempi si può anche morire a discapito di chi con i debiti costruisce la proprie fortune.

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Alessandro Tullio e Gaetano Savastano del gruppo Amo Il Napoli Calcio 

 

Tufano

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