Il Genk è lo spartiacque del futuro tra Ibra, Ancelotti e Gattuso

Il Genk è lo spartiacque del futuro tra Ibra, Ancelotti e Gattuso

Il Napoli dopo Anfield, con le deludenti prestazioni contro Bologna e Udinese, ha perso il secondo appuntamento con un possibile sliding doors per cambiare la propria stagione. Era già accaduto dopo l’emozionante trionfo di Salisburgo, i pareggi di Inter e Juventus contro Parma e Lecce aveva reso la partita contro la Spal uno snodo fallito dal Napoli. Il campanello d’allarme più importante prima del disastro del 5 novembre è arrivato a Ferrara, il Napoli ha commesso il grave errore di non cogliere quel segnale. È inutile, però, continuare a crogiolarsi nel passato, il Napoli ha il dovere di andare avanti senza pensare che la stagione si raddrizzi da sola, per inerzia. La partita contro il Genk rappresenta lo spartiacque del futuro, è la prova del nove per una squadra che non vince da nove gare.

De Laurentiis non vorrebbe cambiare allenatore, l’esonero di Ancelotti, che non ha alcuna intenzione di dimettersi, rappresenterebbe un peso economico e un’altra storia complessa di questa stagione complicata. La fase esplorativa per gli allenatori è iniziata tempo fa, Gattuso è il nome più concreto ma l’ex Milan non è convinto dalla formula proposta da De Laurentiis: contratto semestrale ed eventuale rinnovo in caso di qualificazione in Champions League. Montella a Firenze ha incassato la fiducia a tempo, se dovesse saltare Commisso sarebbe pronto a far sottoscrivere a Gattuso un contratto più solido.

Tutto passa per la sfida contro il Genk, il Napoli supera il turno anche con un eventuale pareggio, un successo potrebbe dare addirittura il primo posto nel girone se il Liverpool non dovesse vincere a Salisburgo. Andare agli ottavi di finale consentirebbe al Napoli d’incassare circa 30 milioni di euro tra risultati, premi Uefa e proiezione del market pool, poi c’è il regno non prevedibile di opportunità commerciali che possono scatenare un’entusiasmante avventura europea del Napoli. La partita contro il Genk è uno spartiacque sotto tutti gli aspetti: De Laurentiis dovrebbe essere allo stadio e non si accontenterà del passaggio del turno con una prestazione scialba e magari l’ennesimo pareggio che sa di brodino. Se il Napoli non dovesse dare il segnale di una svolta, De Laurentiis e Ancelotti dovrebbero trovare un compromesso per porre fine all’agonia in cui sono precipitati gli azzurri. L’auspicio è che la vetrina della Champions come accaduto ad Anfield faccia dimenticare le multe, l’ansia per l’eventuale causa sui diritti d’immagine e ricostruisca le condizioni mentali necessarie per rivedere il Napoli a buoni livelli.

Stavolta l’avversario è nettamente inferiore ma gli azzurri saranno chiamati a condurre la partita, a tenere il pallino del gioco, missione che non riesce loro dalla sfida interna contro l’Atalanta. Un eventuale trionfo convincente contro il Genk potrebbe spingere De Laurentiis a virare su un altro scenario: tenere Ancelotti aiutandolo nell’impresa di rigenerare uno spogliatoio che ha perso fiducia, entusiasmo, convinzione nei propri mezzi, una squadra poco presente riprendendo una dichiarazione dello stesso allenatore alla vigilia di Salisburgo-Napoli. La pazza idea Ibrahimovic non è mai tramontata, perciò lo svedese non ha ancora accettato il Milan, il fascino di aiutare Ancelotti in una missione così complessa, in virtù anche dell’avventura in Champions League è forte e potrebbe convincerlo. Il punto-chiave della trattativa riguarda il secondo anno di contratto, la proposta storica del Napoli è di 5 milioni di euro fino a giugno e altri cinque nella prossima annata in caso di qualificazione alla Champions. Né il Napoli né il Milan garantiscono ad Ibra la certezza di un contratto fino al 2021, anche per il campione trentottenne sono i giorni decisivi, la decisione è attesa entro Natale. È determinante la situazione di Ancelotti, martedì è il giorno del giudizio ma De Laurentiis dovrebbe avvertire il profumo della svolta da monitorare poi nelle gare contro il Parma e il Sassuolo per tuffarsi in questa pazza idea.

Ciro Troise


Ha conseguito con lode la Laurea Magistrale in “Televisione, Cinema e New Media” presso l’Università IULM di Milano, dopo il percorso triennale di studi concluso con la lode a Napoli al Corso di Laurea “Culture Digitali e delle Comunicazioni” all’Università Federico II. Editorialista de “Il Corriere del Pallone”, è giornalista pubblicista da Gennaio 2010. Lavora nell’Ufficio Comunicazione di Reach Italia Onlus.

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